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Biomasse: in arrivo 100 milioni per lo sviluppo nel Mezzogiorno

E’ uno dei grandi obiettivi della politica europea di coesione (PAC): favorire l’innovazione e la crescita  nelle regioni con minor sviluppo in modo da raggiungere presto una convergenze ed una uniformità in termini di occupazione, efficienza e PIL pro capite. Sicilia, Puglia, Calabria e Campania sono le regioni italiane dell’Obiettivo Convergenza, territori dall’enorme potenziale, in cui troppo spesso l’iniziativa è soffocata da dinamiche incancrenite, pressioni, carenza di infrastrutture.

Biomasse: in arrivo 100 milioni per lo sviluppo nel Mezzogiorno

E proprio in quest’ottica il Ministero dello Sviluppo Economico ha indetto, in queste regioni, un bando per programmi di investimento riguardanti l’attivazione di filiere produttive delle biomasse. Il bando, aperto dal 19 marzo al 17 aprile 2012, finanzia progetti di produzione di energia da biomasse legnose, biogas o rifiuti organici urbani e di biocarburanti di prima e seconda generazione.

Ma ci sono altri elementi interessanti che rendono il progetto particolarmente degno di nota, in primis l’attenzione per le piccole realtà imprenditoriali: ad essere premiate saranno, infatti, soprattutto le piccole e medie imprese che godranno delle maggiori agevolazioni. Il progetto poi vuole valorizzare non solo le nuove attività ma anche lo sviluppo e la riqualificazione di attività esistenti: verranno quindi promossi anche l’ampliamento, la diversificazione o i cambiamenti nel processo di unità produttive già attive.

Un investimento da 100 milioni di euro che è un segnale importante in un momento storico così delicato per l’economia nazionale ed internazionale: ora più che mai è necessario investire sul lavoro, sull’occupazione, sul sud e sul suo potenziale, sulla ricerca  e sullo sviluppo. E sulle energie rinnovabili, concreta speranza per il futuro.

Per maggiori dettagli: pagina dedicata nel sito del Ministero per lo Sviluppo Economico

Vedi anche:
Biomasse in Italia: stato attuale e prospettive
Biomasse: ma quanto possono rendere?
Biomasse Italia: confronto con il resto d’Europa

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Un commento

  1. Tutto carino se fosse realmente fattibile!.
    Il decreto richiede che l’impianto sia superiore ad 1MWe e che venga realizzato in due anni, questo implica che la PMI debba avere già a disposizione l’Autorizzazione Unica e l’assenza di questa implica circa un anno (anche di più) di burocrazia.
    Il tutto deve essere presentato subito dopo l’aggiudicazione del fondo…ossia quindi impossibile partecipare per le PMI che hanno a disposizione il sito, la filiera e che intendano investire.

    Le risposte ricevute: “Le PMI possono aver richiesto le autorizzaizoni prima del bando!” eccerto! un anno fa con la chiarezza politica italiana (non è che sia cambiata ad oggi) un sacco di PMI avranno richiesto tali autorizzaizoni!
    Come al solito la nostra grande italia ci lascia ancora desiderare un decreto che stabilisca le tariffe incentivanti a partire dal 2013 (decreto che doveva essere emanato oltre 6 mesi fa e attualmente in versione bozza).
    Deduco…con un pò di malizia…che tale decreto arricchirà SOLO qualcuno invece di dar sfogo a tante micro filiere che avrebbero portato un leggero benessere a tante comunità!
    W l’italia e i suo rappresentanti!

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