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Anche la bioplastica si può riciclare assieme alla plastica vergine ma solo fino al 10%

Forse non tutti sanno che la bioplastica si può riciclare assieme alla plastica vergine, quando arriva a fine ciclo di vita e che quindi deve essere smaltita separatamente per non rovinare il recupero della plastica vergine. A queste e altre domande ha risposto recentemente la European Bioplastics, associazione europea delle aziende del settore, che ha condotto una lunga analisi sul riciclo della plastica e delle bioplastiche a base di amido, che sono biodegradabili e compostabili.

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Lo studio ha confermato sostanzialmente i risultati ottenuti un anno fa da CONAI: entro la soglia del 10%, le bioplastiche non danneggiano in alcun modo la raccolta differenziata delle plastiche vergini.

Una conclusione incoraggiante, che però non deve fare perdere di vista alcune regole fondamentali alla base del corretto smaltimento di questi materiali, affinché non vengano dispersi nell’ambiente e non influiscano negativamente sulla riciclabilità degli altri imballaggi plastici tradizionali:

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  • Le bioplastiche impiegano molto più tempo per biodegradarsi e una volta disperse nell’ambiente possono impiegare anni e anni prima di distruggersi
  • Gli imballaggi, le stoviglie e i bicchieri biodegradabili usati possono essere conferiti alla frazione organica (cassonetto umido)
  • Per la raccolta dell’umido devono essere utilizzati esclusivamente sacchetti biodegradabili, vale a dire compostabili
  • I prodotti realizzati in bioplastica ma non contaminati da rifiuti organici di tipo alimentare possono essere raccolti insieme a quelli realizzati in plastica tradizionale fino ad un massimo del 10% rispetto al totale raccolto

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Quest’ultimo punto, secondo lo studio condotto da Conai, risulta essere la soluzione a minor impatto ambientale.

Tra i suggerimenti indicati da Conai per migliorare la raccolta e il riciclo delle bioplastiche c’è l’applicazione di un simbolo unificato ben riconoscibile sulle confezioni biodegradabili: un’indicazione che consentirebbe al consumatore di sapere che tipo di acquisto sta effettuando, quale materiale ha di fronte e, dunque, aiutarlo a smaltirlo correttamente una volta giunto alla fine del suo ciclo di vita.

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Published by
Erika Facciolla

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