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Blocco del traffico: misura puramente simbolica?

Per contrastare l’inquinamento dell’aria spesso alcuni Comuni dispongono la chiusura del traffico. Ma questa è una misura che riduce davvero la quantità di PM10 in atmosfera? Gli ambientalisti sono convinti che uno stop all’uso delle macchine sia positivo ma non sufficiente. Per parlare di effettiva riduzione dell’inquinamento atmosferico occorre progettare una politica più green che si sviluppi sul lungo periodo.

Blocco del traffico: misura puramente simbolica?

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Un Comune potrebbe optare per un potenziamento delle linee urbane anche nei giorni festivi; acquistare auto a basso impatto ambientale; incentivare l’uso della bici (con la costruzione di piste ciclabili); e alla fine interdire per alcuni giorni della settimana l’ingresso al centro degli automezzi. Sono alcune delle misure adottabili. Eppure ci si ferma sempre e solo al blocco del traffico. Perché? si chiedono in molti.

La risposta è complessa e le dinamiche in gioco ancora di più. Bloccare il traffico senza proporre alternative valide è stata la giustificazione al No del provvedimento che il 28 febbraio fermerà nuovamente le auto private in molte città del nord. Dei 134 Municipi della provincia di Milano solo due hanno risposto all’appello: Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo.

La paura è tuttavia che questo boicottaggio possa poi estendersi al resto dell’Italia e giustificare comportamenti e pratiche inquinanti. A Milano il blocco del traffico vieterà di usare l’auto per muoversi nel centro dalle 8 alle 18, dieci ore di blocco per ridurre l’alta percentuale di polveri nell’aria.

Il Comune ha dichiarato che sarà una delle ultime volte che bloccherà il traffico se i Comuni dell’hinterland non intenderanno aderire all’iniziativa. “Non possiamo sostenere da soli la battaglia contro lo smog” ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive, Giovanni Terzi. Il Comune ha concesso una serie di deroghe alla restrizione e questo ha suscitato molte polemiche sia da parte degli ambientalisti preoccupati che possa essere perduta  l’unica soluzione disponibile al momento contro l’inquinamento, sia l’associazione Genitori antismog che domani manifesterà davanti Palazzo Marino.

Chiaramente lo stop alla circolazione delle auto è un’azione simbolica; nasce per sensibilizzare le coscienze; nessuno pensa che si possa realmente ridurre l’inquinamento soltanto in questo modo. Il solo blocco delle auto potrebbe anche essere visto come una punizione, e si sa le punizioni non servono a niente se non a trasgredire più di prima. La gente va condotta per mano, invogliata, deve capire che usare troppo la macchina fa prima di tutto male a sé stessa.

Occorre il più possibile diffondere una coscienza sociale rispettosa dell’ambiente con apposite campagne e progetti nati per coinvolgere i cittadini. Impedire le domeniche verdi è come fare un piccolo passo indietro. Se non altro in quei giorni le famiglie riescono a passeggiare con i loro figli senza la paura di macchine che sfrecciano o clacson che suonano.

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2 Commenti

  1. Ebbene sì, è una misura puramente simbolica.
    Due anni fa ho analizzato tutti i dati delle centraline di rilevamento di PM10 della città di Vicenza.
    Ho riscontrato che i giorni di superamento della soglia di 50mg/m3 sono due o tre in ottobre, una dozzina in novembre, poi sono quasi costanti in dicembre gennaio e febbraio, e poi ritornano a diminuire fino a metà a aprile, quando si azzerano nuovamente, fino a metà ottobre.
    Ho sovrapposto i dati dell’inquinamento con i fenomeni atmosferici e con i blocchi del traffico riscontrando che, in particolare, questi ultimi non incidono minimamente.
    E’ invece palese che l’inquinamento da PM10 è un fenomeno stagionale, che coincide alla perfezione con il periodo e l’intensità del riscaldamento delle abitazioni.
    Certo, anche l’industria e le auto circolanti contribuiscono, ma da sole non giustificano il superamento dei limiti imposti dalla UE.
    A voi le conseguenti considerazioni.

  2. A Milano la vita dura in media 5 anni di meno che nel resto d’Italia. Da moltissimi anni due tra le maggiori società (in termini di fatturato) in Italia guadagnano di più se si consumano più combustibili (ENI E FIAT). Un vero politico dovrebbe guardare ben oltre il suo mandato. Mentre pensando a breve termine al consenso per essere rieletto ha evidentemente dei conflitti di interessi. Tra 10 anni la domanda di petrolio della Cina ci avrà risolto il problema…

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