Bolzano carbon neutral entro il 2030: analizziamo il progetto

di Magi del 20 Gennaio 2011

Vivere in centri urbani (anche solo un po’) più ecologici, dove efficienza e comodità si coniughino con un’alta qualità di vita, non è più un’utopia: a Linz esiste Solar City, una zona residenziale alimentata solo a energia solare; Friburgo ha un vero e proprio eco quartiere, Vauban; Zurigo in qualche decennio raggiungerà l’obiettivo della 2000 watt society, cioè il consumo medio di energia pro-capite non supererà questa soglia, grazie a edifici a basso fabbisogno energetico, soluzioni di mobilità più efficienti e sfruttamento delle fonti rinnovabili; Stoccolma, scelta dalla Commissione europea come Green Capital 2010, sarà carbon neutral, cioè a emissioni zero, entro il 2050.
Ora non pare essere più un’utopia nemmeno in Italia.

Bolzano carbon neutral entro il 2030: analizziamo il progetto

Bolzano, infatti, eletta anche ‘Città alpina 2009’, prendendo ad esempio queste città virtuose, da tempo impegnate a ridurre in modo significativo le emissioni di anidride carbonica, si è proposta un obiettivo ambizioso: diventare, entro il 2030, una città “CO2 neutrale”, cioè a emissioni zero.

Del particolare rapporto che lega Bolzano alle energie rinnovabili avevamo già parlato in occasione della nomina a “città solare” del capoluogo altoatesino lo scorso settembre, ma questa volta il piano è ben più ambizioso rispetto alla leadership italiana in termini di pannelli solari installati.
Si tratta infatti di rendere Bolzano carbon neutral entro i prossimi vent’anni.

Il rivoluzionario piano energetico e climatico, approvato il 4 marzo 2010 senza alcun voto contrario dal Consiglio comunale, è stato ideato dal consigliere Helmuth Moroder, che a partire da questo 2011 assumerà la carica di city manager del Comune.

La sua visione del progetto è molto particolare: egli infatti interpreta la città come un’unica grande fonte d’energia, non solo per le risorse naturali di cui dispone, come il sole o i fiumi, ma perché ha un potenziale di risparmio energetico enorme da sfruttare in modo certamente più efficiente.

In sintesi, il piano previsto prende in considerazione tre aspetti:

  • il risanamento energetico degli edifici esistenti, grazie al quale Bolzano punta a raggiungere un risparmio annuo di 42 Milioni di euro di costi energetici, e norme più severe per i fabbricati edificati ex novo;
  • la mobilità, che rafforzerà il trasporto pubblico, favorendo la mobilità pedonale e ciclabile;
  • le energie rinnovabili, per cui i tetti degli edifici dovranno essere muniti di pannelli fotovoltaici; il progetto più ambizioso sarà però quello di installare, su uno dei tre fiumi che attraversano la città, 3 piccoli impianti idroelettrici ad acqua corrente.

A tal fine, il Comune ha affidato all’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC (Accademia Europea di Bolzano) il compito di realizzare uno studio, dal titolo ‘Bolzano, fonte di energia’, per capire dove si concentrino le maggiori emissioni di CO2 e come sia possibile ridurle: attraverso una dettagliata raccolta di dati sul consumo energetico, in collaborazione con ditte ed enti bolzanini, si è potuti risalire alle fonti responsabili delle emissioni e così sono stati tratteggiati degli scenari tanto ambiziosi quanto realistici, ovviamente a medio-lungo termine, nei settori delle costruzioni, dell’industria, del traffico e dell’illuminazione per contrastarle.

Le potenzialità di questi provvedimenti sono tali che si potrebbero arrivare a risparmiare addirittura circa 1.650 GWh/anno, di cui 680 nel settore mobilità, 600 in energia termica e 380 in elettricità, una riduzione che, tradotta in euro, significherebbe per la città un risparmio annuale sulla spesa totale per l’energia pari a 160 milioni di euro, di cui 61 milioni nel settore mobilità, 42 per l’energia termica e 57 milioni in energia elettrica.

Secondo Helmuth Moroder, la realizzazione del piano è assolutamente possibile, soprattutto perché il risparmio di energia e di CO2 dà un importante valore aggiunto alla città anche da un punto di vista economico: ‘Raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica comporta vantaggi economici formidabili.[…]Se mettiamo in atto un piano di risanamento edilizio a livello energetico, andremo ad investire per 20 anni circa 42 milioni euro l’anno, capitali che dovranno essere diretti nei cicli economici locali, con la conseguente creazione di lavoro per imprese, artigiani, progettisti’.

Confidando quindi anche nella reazione positiva dell’economia locale, la linea temporale fissata per raggiungere tutti questi obiettivi è collocata intorno al 2030: l’obiettivo proposto delle 2 tonnellate di CO2 per abitante all’anno è realistico e possibile, ma solo se si procederà con una messa in pratica coerente delle ambiziose soluzioni proposte.
Per tutti, un esempio da sostenere e da imitare.

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