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Breve storia della Green Economy: i pionieri dello Sviluppo Sostenibile e della Green Economy (parte I)

Una locomotiva e una chiocciola. Poli/loghi estremi, velocità e lentezza, di un immaginario sociale che in pochi decenni ha modificato le sue credenze sullo sviluppo. Dalla locomotiva citata, nel suo discorso inaugurale al Congresso nel 1949,  dal presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman, ripresa da Wolfgang Sachs nel libro “Archeologia dello Sviluppo”, alla chiocciolina di Slow Food sono trascorsi secoli di pensiero rispetto ai circa cinquant’anni reali, un lungo percorso che non si può capire se non si mettono a fuoco le radici culturali della Green Economy.

Breve storia della Green Economy: i pionieri dello Sviluppo Sostenibile e della Green Economy (parte I)

Se Truman nella locomotiva Stati Uniti vedeva la forza motrice a cui tutti gli altri paesi/carri dovevano agganciarsi, oggi Obama deve fare i conti con le locomotive cinesi, indiane e brasiliane. L’orizzonte non è più l’auto di massa di Henry Ford ma l’utilitaria elettrica, la Green Economy sostituisce la modernizzazione ad ogni costo e il credo nella inesauribilità delle risorse. Non è tanto la carenza di materie prime, come credevano i teorici del Club di Roma nel 1973, ad aver innestato questa “rivoluzione” verde ma forse la corsa all’accaparramento di oro, petrolio e mirra di cinesi e altre economie emergenti. Al di là delle interpretazioni, è un dato che milioni di cittadini, per necessità o per scelta, stanno modificando i loro stili di consumo. E’ la Green Economy è ormai uno sfondo su cui si muovono industrie, istituzioni e società civile. Per arrivare ad oggi, ma la meta è ancora lontana,  il percorso è stato lungo e accidentato.

La modernizzazione: Dopo Truman sono arrivati, c’erano già ma hanno preso maggior voce, i teorici della modernizzazione. Uno dei più influenti, consigliere di John F. Kennedy e Lyndon B. Johnson, è stato Walt Whitman Rostow. Economista e sociologo che ha disegnato lo sviluppo come processo a stadi che ogni società doveva attraversare in cinque fasi: società tradizionale, precondizioni per il decollo industriale, decollo industriale, maturità e società dei consumi di massa. Teoria con dirette conseguenze pratiche che in Italia conosciamo bene grazie al piano Marshall e poi agli interventi per il mezzogiorno con la famosa “Cassa”.  Apparato teorico che ha giustificato i forti investimenti statali per l’industria nel Sud.  Quindi le teorie del Take Off (il decollo) o del Big Push (grande spinta), i modelli di Roy Harrod e Evsey Domar  basati su risparmio e investimenti come leve dello sviluppo. Insomma, economia per l’economia.

I critici: La risposta alla modellistica da aeroporto è arrivata dal Sud del mondo, con teorie contrarie ma uguali.  I teorici della dipendenza (questa la scuola), del Desarrollismo hanno puntato più sui limiti alla distribuzione, alla dicotomia Centro – Periferia che alla critica delle fondamenta del paradigma della modernizzazione. Quindi  Raul Prebisch (direttore del CEPAL),  Samir Amin (marxista egiziano), P. Baran. A.G. Frank e pure Fernando Henrique Cardoso, il sociologo che una volta diventato Presidente del Brasile, prima dell’era Lula, è diventato paradossalmente bersaglio dei movimenti per una distribuzione più equa dello sviluppo.  In ogni modo queste pensatori non mettevano e non volevano mettere in crisi il modello di sviluppo basato sull’industria, ma correggerlo o rivoluzionarlo per una più equa distribuzione della ricchezza.

Anni sessanta, il punto di svolta. Solo all’inizio degli anni sessanta ci sono le prime crepe nell’avvenire glorioso di fabbriche, merci e consumi. A buttare fango, per primi, i poeti della Beat Generation, il movimento Hippy, i giovani, quello che diventerà il movimento conosciuto come Flower Power. Le prime opere e teorie green (o pre green) arriveranno dopo la metà degli anni sessanta. E’ in questo contesto, non a caso nella mecca del consumismo, che nasce l’ambientalismo, inteso come presa di coscienza collettiva e come parziale rifiuto del modello della società dei consumi e delle sue contraddizioni.

Ed è qui che si può dire che inizia il lungo parto della Green Economy.

Libri consigliati:

  • Preston, P.W. Development theory: an introduction (Blackwell, Cambridge, 1996)
  • Prebisch, Raul, Theoretical and Practical Problems of Economic Growth, 1950.
  • Prebisch, Raul, The Economic Development of Latin America and its Principal Problems,Lake Success, New York, United Nations, United Nations Publications.
  • Deléage Jean-Paul, Storia dell’ecologia. Una scienza dell’uomo e della natura (CUEN, 1994)

(fine prima parte – continua nella seconda parte)

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