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Cambiamenti climatici: il surriscaldamento porterà inverni più rigidi in Europa

Il gelo eccezionale che da giorni attanaglia come una morsa tutta l’Europa ha forse una spiegazione. E paradossale, aggiungiamo.

Già, perché secondo lo studio realizzato da un gruppo di ricercatori americani, sarebbero le estati particolarmente miti dell’Artico a determinare crolli improvvisi delle temperature nel Vecchio Continente, in Canada e nel Nord degli Stati Uniti.

Le indagini degli scienziati, facenti capo all’Atmospheric and Environmental Research, lanciano anche un preoccupante l’allarme: la tendenza è destinata a divenire una costante negli anni a venire. Alla base di queste conclusioni sembra infatti che ci sia una correlazione tra i dati di temperatura e piovosità degli ultimi 20 anni, e le anomalie dell’area intorno al Polo Nord.

Le estati eccezionalmente calde nell’Artico avrebbero portato ad un aumento dell’umidità nell’emisfero boreale, e dunque a precipitazioni nevose più intense. A sua volta questa neve aggiuntiva ha portato a una variazione nell”Oscillazione Artica, il principale sistema di pressione atmosferica che regola il clima nell’emisfero. La tendenza al raffreddamento non riguarda il Sud Europa, e in particolare l’Italia: secondo i dati dell’Isac-Cnr dal 1800 a oggi la temperatura media invernale è in costante ascesa. E se escludiamo l’ondata improvvisa di freddo che ha colpito l’intero continente, i mesi di dicembre e gennaio hanno confermano il disegno degli esperti: in pochi si attendevano una prima parte di inverno così mite e avaro di precipitazioni.

Ma ormai dobbiamo abituarci a cambiamenti improvvisi e repentini, violenti se vogliamo. L’instabilità è divenuta la regola che governa in quelle che un tempo erano considerate le aree a clima temperato. Come appunto buona parte del Belpaese.

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Published by
Claudio Riccardi

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