Car fluff, l’ultimo riciclo dell’auto

di Jessica Ingrami del 22 Luglio 2012

Quando decidiamo di acquistare una nuova auto, spesso rottamiamo quella vecchia. Ma vi siete mai chiesti come vengono smaltiti i veicoli che non sono più utilizzabili?

Car fluff, l’ultimo riciclo dell’auto

A fronte di un parco auto circolante di oltre 36 milioni di veicoli solo in Italia, ogni anno sono 1,5 milioni le auto italiane che concludono la loro onorata carriera e la produzione di rifiuti che ne deriva ammonta a circa 9 milioni di tonnellate annue. Questa enorme quantità di materiale si divide in pezzi di ricambio – che hanno nuova vita in altre auto – e componenti recuperabili, di cui ad oggi si riesce a riciclare un buon 70%. C’è inoltre il cosiddetto “car fluff”, ovvero quelle parti dell’auto in materiale plastico, le schiume, la gomma, il vetro, e pure alcune polveri metalliche, vernici ed i tessuti di rivestimento, che rappresentano quasi un 15% del peso del veicolo e che oggi rimangono per lo più in discarica.

Riciclando anche questi scarti, la quasi totalità del veicolo può essere recuperata: si stima infatti che in un anno si possa arrive a riciclare  circa 1 milione di tonnellate di materiale metallico, come acciaio e alluminio, riutilizzandoli al posto della materia prima.

La vera sfida oggi è recuperare anche il car fluff, che da solo vale 400.000 tonnellate di residui non metallici e, oltre a rappresentare uno spreco di risorse, contamina terreno e  falde, rilasciando, col tempo, diverse sostanze tossiche. Inoltre, nella maggior parte dei casi, questi materiali vengono inceneriti producendo emissioni inquinanti come polveri sottili, anidride carbonica e altri gas dannosi.

La soluzioni proposte per il riciclo e il recupero di questi componenti sono diverse: la prima, ideata e testata nel Centro Italia, comporta la trasformazione del fluff in conglomerato bituminoso da impiegare per la pavimentazione delle strade, così da ridurre ulteriormente e drasticamente la percentuale stoccata in discarica. Un’altra proposta, invece, riguarda il recupero energetico attraverso processi di piro-gassificazione, ovvero: il materiale adeguatamente riscaldato si trasformerebbe in gas che, recuperato e convogliato, produrrebbe energia elettrica utile a livello nazionale.

Ma c’è anche chi rispolvera per l’occasione l’idea del mercatino, seppur virtuale: Fiat può creare una sorta di “ebay del rottame”, in cui i demolitori mettono a disposizione i materiali non metallici alle aziende interessate a riciclarli per le loro attività, anche non legata specificatamente alle auto.

Insomma, l’importante è ridurre al minimo la quantità di questo insospettabile scarto, liberando così le discariche e danneggiando meno le risorse naturali.

Leggi anche le nostre Guide sulla raccolta differenziata:

 

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment