Car-puccino: la storia dell’automobile a caffè

di Viola Carmilla del 29 giugno 2011

Qualcuno è ancora convinto che per mettere una macchina in moto siano ancora indispensabili i combustibili fossili? Un’auto alimentata dai fondi di caffè, ecco quanto aveva escogitato lo scorso anno un gruppo di ricercatori per la trasmissione scientifica di BBC1 Bang Goes The Theory, al fine di dimostrare in modo ironico e provocatorio che il monoteismo del petrolio non ha più ragione di esistere. Una trovata originale, con un nome che è tutto un programma: Car-puccino.

Car-puccino: la storia dell’automobile a caffè

Ma vediamo meglio di cosa si trattava. Il prototipo era un’attempata Volkswagen Scirocco, classe 1988, acquistata su internet per sole 400 sterline e modificata per adattare il suo motore al nuovo aromatico carburante. L’auto era stata munita di un sistema di cilindri, serpentine e filtri capaci di ricavare gas dalla combustione dei grani di caffè e alimentare un motore a scoppio. Con risultati di tutto rispetto: una velocità massima di oltre 100 km/h e un consumo che è stato calcolato intorno a 1 kg di fondi di caffè per 3 miglia, altrimenti quantificato in 56 tazze di espresso per miglio (1,6 chilometri).
La vettura è stata testata in un viaggio inaugurale da Londra a Manchester che si è svolto senza guasti né incidenti, sebbene il traffico inglese e la necessità di fermarsi per svuotare i filtri e alimentare il motore (rispettivamente ogni 60 e ogni 30-40 miglia) abbiano dilatato i tempi di percorrenza: ben 17 ore per un percorso di circa 400 chilometri!

C’è anche un altro problema: il costo dell’eccitante combustibile marrone è decisamente superiore a quello della benzina, da 25 a 50 volte a seconda della qualità della miscela. Questo dettaglio ha suscitato le critiche di blogger, giornalisti, ambientalisti ed esperti di motori, ma… Non dimentichiamo che la Car-puccino si accontenta degli scarti del caffè, mentre il pilota e i passeggeri possono godersi le innumerevoli tazze di bevanda fumante.

Inoltre, se l’obiettivo era quello di far riflettere l’opinione pubblica sulla possibilità di utilizzare combustibili alternativi, catturando l’attenzione dei media con un’invenzione eccentrica e originale, non si può negare che sia stato pienamente raggiunto!

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