Carbon Tax per spingere le rinnovabili

di Eryeffe del 24 marzo 2012

Tassare le fonti energetiche fossili per incentivare l’uso delle rinnovabili. È questa l’idea al vaglio del governo che in questi giorni sta valutando nuove forme si sostegno economico per lo sviluppo di eolico e fotovoltaico. L’intenzione di introdurre la Carbon Tax rientrerebbe, infatti, nella riforma fiscale che l’esecutivo dovrebbe discutere nei prossimi giorni durante il Consiglio dei Ministri.

Come ribadito dallo stesso Monti e dai suoi più stretti collaboratori di governo, l’attuale sistema di sovvenzionamento delle rinnovabili graverebbe troppo sulle casse dello stato e sulle bollette dei consumatori italiani; un trend di spesa che cresce, di mese in mese, di circa 200 milioni all’anno.

Per fermare l’emorragia economica e alleggerire i conti dei cittadini, la soluzione sembra proprio spostare la tassazione dalle rinnovabili alle fonti energetiche più inquinanti, il cui gettito potrebbe essere riutilizzato per rivedere il sistema di finanziamento proprio delle rinnovabili.

Una mossa strategica che, se attuata, costituirebbe una svolta epocale per il nostro paese e per l’intero settore, oltre che per la credibilità del nostro stesso Paese. Resta da vedere se alle buone intenzioni seguiranno anche i fatti, noi seguiremo molto da vicino gli sviluppi.

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david conotter marzo 24, 2012 alle 8:30 pm

Ottimae idea.Gradulmente, nel corso degli anni, dovrebbero aumnetare enormemente la tassazione sui carburanti fossili, fino a raddoppiare il costo attuale della benzina. Solo cosi’ si incentiva enormemente l’efficenza e le energie alternative.Giustamente va tassato tutto quello che produce effetto serra: riscaldamneto, elettricità e mobilità, nonchè il consumo delle industrie. Per quanto riguarda gli effetti economici sulle persone, basterebbe che il prelievo fiscale rimanesse invariato, riducendo la tassazione sul lavoro, in particolare le aliquote piu’ basse, spostando il prelievo fiscale dal lavoro a quello sulle fonti fossili. La persona con consumi normali non avrebbe nessun svantaggio economico ma sarebbe incentivata a consumare di meno le fonti fossili incrementando il suo reddito.
La persona sprecona si troverebbe in crisi, ma le crisi sono momenti di passaggio che aiutano a riposizionarsi.La persona efficente, che magari ha la casa in classe a e si muove coi mezzi pubblici sarebbe molto avvantaggiata, senza dover dare incentivi economici.
Del resto, gli incentivi economici, da qualche parte devono prendere i soldi, e quarda caso li fanno attraverso le tasse! La carbon tax sarebbe un provvedimento unico e chiaro, senza favoritismi per questa o quella categoria!

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Enrico l'analista marzo 24, 2012 alle 5:01 pm

Ma non capite che la carbon tax colpirebbe elettricità, riscaldamento delle case, benzina e gasolio, con la scusa che vengono prodotte con materiali di derivazione petrolifera e quindi finirebbe ugualmente per pesare sui cittadini con enorme aumento dei prezzi e dei costi di lavorazione?
E’ la solita presa in giro. Se si vuole aiutare le rinnovabili bisogna detassarne fortemente l’utilizzo e la produzione, non tassare di più altre cose con la scusa di usare poi la tassazione ulteriore per le rinnovabili. E’ il solito discorso dei politici: quando non ci sono più soldi invece di tagliare gli sprechi (Afganistan 23 miliardi, F35 15 miliardi TAV val di Susa 22 miliardi) aumentano ulteriormente le tassazioni? Col risultato di rendere la recessione ancora più profonda e irreversibile.
Enrico l’analista – opinionista economico x la SBS TV di Sidney

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