Certificati verdi: 7.3 miliardi di investimenti a rischio Finanziaria Tremonti?

di Jonas del 17 Giugno 2010

Vi segnalo un dossier di Repubblica a firma Luca Iezzi pubblicato  Martedi’ 15 Giugno 2010.

Certificati verdi: 7.3 miliardi di investimenti a rischio Finanziaria Tremonti?

Il tema è quello dei Certificati Verdi che potrebbero vedere un serio ridimensionamento in funzione della Manovra Finanziaria del Governo, ma prima di entrare nei dettagli mi pongo la  domanda: che cosa sono i Certificati Verdi?

I Certificati Verdi sono titoli che vengono assegnati a chi produce elettricità da fonti rinnovabili, introdotti dall’art.11 del Decreto 79/99, cosiddetto Decreto Bersani,.

I produttori di energia che non riescono a produrre la quota minima di energia  da fonte rinnovabili imposta (5.3% all’anno in aumento dello 0.75% anno su anno) devono comprare Certificati Verdi dai produttori virtuosi che ne hanno in eccesso.

Spiegato cosa sono i Certificati Verdi, l’Articolo 45 del decreto della Manova Finanziaria appare metterne in dubbio il futuro:  il Gestore Servizi Elettrici (GSE) infatti non è più tenuto  a comprare i certificati verdi rimasti invenduti, ricordo che l’obbligo è stato introdotto  solo nel 2008.
Il problema è che con la crisi economica ed il conseguente crollo dei consumi elettrici si è creato un vero crollo della domanda di Certificati Verdi: l’offerta nel 2010 sarà doppia rispetto alla domanda ed ecco perchè il governo nel 2008 ha imposto al GSE l’obbligo di riacquisto dei Certificati Verdiin eccesso ad un prezzo prestabilito, sostanzialmente per non bloccare il mercato.
Il Business dei Certificati Verdi ha prodotto occupazione per 25 mila posti con una previsione di 67.000 altri posti di lavoro  entro il 2020 ed investimenti che sono già stati realizzati per 4.5 miliardi in Euro e in programma altri 2.8 nei prossimi in 10 anni. Si prevede un raddoppio della quota di energia rinnovabile prodotta da centrali eoliche, idroelettriche,geotermiche e biomasse rispetto a quella consumata.

Il Business dei Certificati Verdi ha ricadute notevoli anche sugli incassi per i comuni, circa 200 milioni di euro l’anno.

Ricordo che l’Italia ha l’obbligo di produrre entro il 2020 il 30% dell’energia consumata da fonti rinnovabili e sinora siamo riusciti ad essere in linea con gli obiettivi imposti a livello Europeo.
Il taglio, se avverà, porterà risparmi per circa 500 milioni di euro nel 2010, stima Iezzi, ma questi risparmi sono teorici, parte dei certificati emessi sino al 2010  dovranno comunque essere pagata…

I costi del riacquisto dei Certificati Verdi sono inoltre finanziati dalle bollette dei conumatori con la componente A3 e quindi le bollette dovrebbero ridursi ma avverrà davvero mai?

Insomma la situazione appare complessa, sono state proposte dal PD alcune varianti come aumentarle la durata dei Certificati Verdi o aumentare la quota annuale obbligatoria di energia verde da produrre per stimolare la domanda di Certificati Verdi ..

Seguiremo quindi con attenzione le evoluzioni politiche di questo delicato tema per il mondo della Green Economy.

Che ne pensate? lasciateci i vostri commenti!

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