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Ci salverà Internet? La rete come unica vera forma di sviluppo per l’Italia?

Al Web 2.0 Summit tenuto la settimana scorsa  a San Francisco negli Stati Uniti e che tipicamente è dedicato alle innovazioni del web c’è stata una presentazione particolarmente brillante, quella di Wim Elfrink, chief globalization officer di Cisco, responsabile cioè letteralmente del processo di globalizzazione di Cisco nel mondo.

Ci salverà Internet? La rete come unica vera forma di sviluppo per l’Italia?

Elfrink ha offerto una presentazione di scenario sui maggiori trend mondiali in atto che sono sostanzialmente 4:

  • invecchiamento della popolazione “occidentale” e diminuzione della stessa
  • boom demografico delle nazioni “emergenti” come India e Cina
  • tendenza globale all’inurbamento, a concentrarsi cioè nelle grandi metropoli (ulteriori 700 milioni di persone nei prossimi 10 anni!!)
  • spostamento del potere economico da ovest (USA ed Europa) verso il far east e declino sempre più marcato della forza lavoro in occidente

Wim Elfrink ha vissuto per anni in India e conosce benissimo i mercati orientali: per l’Occidente e l’Europa il destino è segnato, se non nerissimo comunque in salita e qui l’Italia è al minimo livello nonostante i finti proclami di chi ci governa (secondo il Fondo Monetario Internazionale l’Italia è il paese la cui ricchezza  negli ultimi 10 anni è cresciuta di meno, siamo fermi, immobili, stallati,  al 179° posto su 180, dietro di noi solo Haiti..).

Eklfrink offre però una speranza: lo sviluppo di Internet come fattore riequilibrante di questi trend in atto per l’Europa a patto che lo si riesca a coniugare con uno sviluppo intelligente delle nostre città che da metropoli diventino Smarter cities: edifici ad altissima efficienza energetica, completamente cablati ed interconnessi, con intelligenze centrali che gestiscono tutte le infrastrutture, sistemi di mobilità urbana sostenibile e una generale cultura e state of mind improntata al rispetto dell’ambiente.

Mi direte certo Elfrink lavora in Cisco e gli fa comodo dirlo, ma io sono assolutamente d’accordo e se questo è lo scenario, in italia ne siamo ben lontani: la banda larga è una chimera per grande parte del territorio e si sta ancora pensando di investire sul Ponte di Messina invece che nello sviluppo della rete, come ci ha ricordato allo IAB Riccardo Luna, Chied editor di Wired con la provocazione Sveglia Italia! uniti per la banda larga.

La sintesi: Greeneconomy e Internet, la via maestra, tutto il resto ci condannerà ad essere un paese  pura destinazione turistica…..

Ecco il video della presentazione di Eklfrink, un quarto d’ora ben speso.

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