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Cile, rubano da un antico ghiacciaio per raffreddare Mojito e Margarita

Il Parco Nazionale Bernardo O’Higgins, nel sud del Cile, con i suoi 35.000 km quadrati di superficie, si presenta come un’immensa area protetta. Ospita un ghiacciaio millenario, il Jorge Montt, raggiungibile solo via mare, dopo 4 ore di navigazione. A parte l’Antartide e la Groenlandia, è la distesa di ghiaccio più grande del nostro pianeta e si sta rapidamente ritirando a causa del surriscaldamento globale.

Cile, rubano da un antico ghiacciaio per raffreddare Mojito e Margarita

Tuttavia questa volta il suo nome è balzato alle cronache per un motivo ben differente. E’ proprio di questi giorni infatti la notizia che il Jorge Montt sia stato derubato (è proprio il caso di dirlo) di 5 tonnellate di ghiaccio, una vera e propria deturpazione a danno dell’ambiente.

La storia ci colpisce ancora di più per il motivo. Alcuni sconsiderati avrebbero utiizzato il ghiaccio dello Jorge Montt per i cocktail serviti in vari bar e locali alla moda di Santiago e altre città dell’America Latina. A quanto pare la polizia avrebbe infatti fermato un camion contenente al suo interno tanti piccoli sacchetti di plastica pronti per essere rivenduti come porzioni di ghiaccio da cocktail.

Il carico è stato stimato del valore di 7.000 dollari ma calcolando l’antichità del ghiacciaio, si presume che la cifra sia molto più alta. La notizia ha destato lo sdegno di migliaia di ambientalisti, pronti a scendere in campo per denunciare lo scempio. Purtroppo si sospetta che questo non sia un caso isolato, tanto che sono state già individuate altre rotte sospette dirette verso la zona protetta.

Si prospetta un’accusa di danni al patrimonio dell’umanità, mentre nel frattempo si è pensato di sfruttare il ghiaccio sequestrato per risolvere i problemi di riserva d’acqua in un’azienda agricola della regione, visto che è impossibile ripristinare le condizioni originali.

Ma come può venire in mente di farsi un Mojito con il ghiaccio proveniente da una riserva naturale?!

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Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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Un commento

  1. Sono i soliti: è ormai di moda fregarsene di ciò che è grandioso e fragile in nome dei bisogni o delle attività più ridicoli e banali. Se il mondo è in mano ai bifolchi, così funziona. Mi spiace fare apologia della forma di governo aristocratica, ma, se non accompagnata ad una seria educazione di massa, la democrazia è peggio: se avessero fatto votare i pastori nell’anno Mille, avrebbero deciso di continuare a far pascolare le pecore nel Colosseo

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