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Come aprire un melograno facilmente

Guida utile per sgranare questo frutto e gustarlo in tutta la sua bontà

Sapete come aprire il melograno? Sembra banale, ma è importante riuscire ad aprire e sgranare bene questo frutto per non rovinare i suoi succosi chicchi.

Ecco una mini-guida per imparare a sgranare rapidamente e nel modo adeguato questo super frutto ricchissimo di antiossidanti, vitamina C e potassio.

Consigliato in una alimentazione equilibrata, è un aiuto prezioso per rinforzare le difese immunitarie, sia consumando i suoi grani, che in forma di succo di melograno.

Come aprire il melograno

Aprire bene il melograno non è così intuitivo e semplice, per via della sua scorza dura e spessa e delle membrane che racchiudono i suoi grani.

Non basta, infatti, rimuovere la scorza con un coltello, perché la sua scorza, quando il frutto è maturo, risulta
essere completamente aderente ai chicchi. Così, tagliandola, si rischia di tagliare molti semi rossi che si trovano all’interno.

Bisogna dunque praticare un taglio o più tagli sulla sommità del frutto, dove è presente la corona, per ricavare una piccola calotta da sollevare ed eliminare.

Una volta tolto questo ‘cappello’, si possono praticare dei tagli nella scorza per ricavare gli spicchi, che contengono tantissimi chicchi belli solidi e dal cuore succoso. Questi potranno essere consumati come frutta fresca o utilizzati per il succo o golose ricette, sia dolci che salate.

Vi sono diversi modi per aprire la melagrana, vediamoli tutti.

Melograno o melagrana

Si dovrebbe chiamare melagrana solo il frutto dell’albero, ma comunemente questo termine designa anche il melograno stesso.

Come si apre il melograno: ricavare gli spicchi

Il procedimento è piuttosto semplice, ma ricordate che il frutto macchia in maniera quasi indelebile, quindi si consiglia di usare un grembiule e, se volete, di mettere dei guanti. Pulite subito gli schizzi con acqua fredda e munitevi di un grembiule per non sporcarvi. Vi servirà anche un piccolo coltello da cucina affilato.

  • Lavate il frutto sotto l’acqua fredda.
  • Incidete la parte superiore, dove c’è la corona, con un unico taglio circolare o 5-6 piccoli tagli.
  • Levate questa calotta per liberare la parte superiore e rendere visibili le membrane bianche spugnose che contengono i grani. Se non viene via bene, aiutatevi con la punta del coltello e staccate leggermente la calotta.
  • Fate dei tagli dall’alto verso il basso sulla buccia, in corrispondenza delle varie membrane, un po’ come si è soliti fare con le arance. Questi tagli non troppo profondi delimitano gli spicchi.
  • Aprite a questo punto gli spicchi, aiutandovi con le dita, in corrispondenza dei tagli
  • Sollevate ed estraete la parte membranosa centrale che dovrebbe venir via facilmente, per liberare tutti gli spicchi.

A questo punto, potete sgranare ogni spicchio se servono i chicchi per decorare o farne del succo, oppure potete mangiare i grani direttamente dallo spicchio.

Come sgranare il melograno in poco tempo

Si può anche procedere con un lavoro di battitura del frutto aperto a metà o messo in ammollo in una ciotola piena d’acqua per ammorbidirne le membrane. Vediamo questi due metodi:

  • Sgranare nella ciotola d’acqua. Tagliate il frutto a metà nel senso della larghezza, una parte avrà la corolla e l’altra no. Prendete 2 ciotole con acqua a temperatura ambiente e posizionatevi le due metà a faccia in giù. Dopo un po’ l’acqua dovrebbe ammorbidire la pellicina bianca che contiene i grani, favorendone una uscita naturale. Girate la metà del frutto, tagliatelo a metà e sgranatelo a mano sopra la ciotola piena d’acqua. Dopo poco galleggeranno nell’acqua sia la pellicina bianca che la buccia, mentre i semi resteranno sul fondo. Basterà buttare via le membrane e la buccia e tenere i semi.
  • Sgranare battendo col mestolo. Tagliate a metà in orizzontale il frutto e ricavate due metà. Tenete in mano la prima metà rivolta verso il basso su una ciotola piena d’acqua e battete la scorza con un cucchiaio di legno. Pian piano i grani cominceranno a cadere nella ciotola. Galleggeranno solo le membrane mentre i chicchi vanno sul fondo. Forse è il metodo meno pratico e più lungo, ma alla fine si otterrà una ciotola piena di chicchi puliti di melagrana da mangiare o da usare per altre ricette.

Come estrarre il succo di melograno

Per ottenere il succo di melograno ci sono vari metodi. Si può utilizzare:

  • spremiagrumi a leva, apposito attrezzo in cui inserire la metà del frutto direttamente senza sgranarlo
  • frullatore, in cui vanno messi solo i chicchi e poi filtrare
  • estrattore, in cui inserire solo i grani, non serve filtrare
  • centrifuga, per ricavare un succo già filtrato
  • schiacciapatate, in cui inserire i grani e togliere gli scarti
  • passaverdura, in cui vanno inseriti i grani e poi tolti gli scarti

Ecco l’attrezzo per fare il succo:

Prezzo: 169,90 €
Prezzi aggiornati il 25-06-2022 alle 7:07 AM.

Melograno : usi in cucina

Imparare ad aprirlo è importante per poter poi usare i suoi chicchi in cucina.

Se decidete di mangiarlo come frutta fresca è meglio aprirlo con attenzione, senza schiacciare troppo i semi, in modo che possano essere anche decorativi per il piatto e per offrire a pieno l’esperienza del sapore.

Melograno: come si mangia

Ecco tutti i più comuni modi per mangiare questo frutto.

  • In succo. Perfetta soluzione per bere un concentrato di vitamine, consigliato anche ai più piccoli o agli anziani. Si può gustare puro, anche se un po’ aspro, oppure diluito con acqua, o abbinarlo a succo di frutti di bosco come il succo di mirtillo, di more e lamponi per un fare un pieno di antiossidanti naturali e flavonoidi. Per rendere il succo più gradito ai piccoli aggiungete una banana frullata.
  • In grani. Ottimi per guarnire insalate e dare un sapore agrodolce alla carne bianca e alla selvaggina, possono essere usati anche nella preparazione di dolci. In questo caso la pulitura del frutto è importante e si consiglia di farlo in modo da estrarre i chicchi puliti e integri. Nelle insalate è perfetto il connubio con rucola, indivia, radicchio e semi misti come noci, semi di girasole, semi di lino, mela verde o avocado. Ricordarsi di evitare l’uso dell’aceto. Un consiglio è utilizzare i chicchi di melograno anche in piatti a base di verdure cotte come la zucca e i carciofi, ma anche in insalate di cereali come quinoa, orzo o farro.

Melograno: benefici per la salute

Questo frutto invernale è tra quelli con più proprietà antiossidanti: i suoi effetti sarebbero superiori a quelli del tè verde. Inoltre, aiuta a:

  • ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue.
  • proteggere dall’ossidazione cellulare.
  • ridurre l’aterosclerosi, ossia la degenerazione delle arterie causata dall’accumulo di sostanze grasse
  • ridurre la pressione sanguigna e quindi previene le malattie cardiovascolari.
  • prevenire i tumori, in particolare una riduzione dello sviluppo e della progressione del cancro del colon, al seno e alla prostata, perché contrasta la moltiplicazione delle cellule cancerose.
  • contribuisce al miglioramento della vista e impedisce l’accumulo di macchie e opacità sul cristallino, responsabili della cataratta, grazie alla sua concentrazione di vitamine C, A ed E.

I semi del melograno si mangiano?

Non tutte le parti del frutto sono edibili. La buccia e le pellicine non si mangiano. I semini legnosi all’interno dei grani si possono ingerire invece.

Uno studio recente ha confermato che la scorza è particolarmente ricca di polifenoli, dalle valide proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, ma in dosi elevate è tossica. Quindi andrebbe utilizzato l’estratto secco in polvere di buccia di melograno. Sembrerebbe:

  • aumentare in modo significativo i bifidobatteri nell’intestino
  • avere un effetto stabilizzante sul peso corporeo
  • ridurre i livelli di colesterolo (totale e LDL)
  • limitare l’infiammazione dei tessuti

Quante calorie ha il melograno

Non è un frutto particolarmente calorico, 100 gr di grani contengono 65 kCal circa per cui un frutto di medie dimensioni avrà 75 kCal. Per questo è consigliato nei regimi dimagranti e in una dieta ipocalorica.

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ScriBio

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