Com’è l’aria delle nostre città? pessima secondo Legambiente

di Jessica Ingrami del 26 Maggio 2011

Secondo le indagini di Legambiente, sono anni che nelle città italiane la qualità dell’aria è dubbia, se non pessima.

Com’è l’aria delle nostre città? pessima secondo Legambiente

E sembra essere proprio il biennio 2010-2011 il peggiore: lo scorso anno tra le 30 peggiori città europee per superamento di polveri sottili, biossido di azoto e ozono, ben 17 erano italiane e a quaranta giorni dall’inizio del nuovo anno già Brescia e Milano avevano oltrepassato il limite di 35 giorni di sorpasso dei livelli di particolato sospeso fine (Pm10): tale soglia è stata considerata dalla normativa nazionale la linea estrema per proteggere la salute dei cittadini.

Al primo posto tra i principali responsabili di questo fenomeno si trova, ovviamente, il settore dei trasporti che contribuisce con un 85% all’emissione di Pm10, rilasciando nell’atmosfera oltre 1638 tonnellate di polveri sottili.

Il traffico, dunque, è il primo aspetto su cui agire per migliorare la vivibilità urbana, non solo agendo attraverso restrizioni e miglioramento dei mezzi pubblici, ma anche primariamente attraverso la conversione alle auto elettriche e ai biocarburanti e alla mobilità urbana anche con piste ciclabili.

La seconda causa di inquinamento per ordine di importanza è il riscaldamento all’interno degli edifici e l’utilizzo di elettrodomestici ad elevata dispersione termica. Questa pratica è la responsabile primaria del rilascio nell’ambiente di anidride carbonica e ossido di zolfo: anche in questo caso, isolamento termico ed efficienza energetica risolverebbero una parte del problema.

Le misure fino ad ora messe in campo dal Governo sembrano essere insufficienti. Una delle vie d’uscita più logiche per affrontare definitivamente questo dannoso problema passa attraverso l’abbandono dei tradizionali carburanti in favore di forme energetiche alternative che permetterebbero di attenuare notevolmente l’impatto ambientale del nostro stile di vita.

Ciò che occorre è ripensare la città e i nuovi insediamenti urbani dal punto di vista della mobilità sostenibile, favorendo lo sviluppo del settore energetico e la riqualificazione degli edifici.

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