Cosa si cela nei garage e nelle cantine degli italiani? Elettrodomestici da buttare!

di Cinzia Porfiri del 4 maggio 2014

Cosa si cela nei garage e nelle cantine degli italiani? Duecento milioni di elettrodomestici da buttare! Questo è il numero di RAEE grandi o piccoli che giacciono dimenticati nelle cantine, nelle soffitte o nei garage delle famiglie italiane. Il dato emerge da una ricerca effettuata da Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclo Elettrodomestici)in collaborazione con Doxa, per comprendere le ragioni del mancato smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, i RAEE appunto.

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Ma da cosa dipende esattamente questo fenomeno?  Da una parte c’è la burocrazia legata allo smaltimento, dall’altra sembra esserci una carenza strutturale: da una ricerca effettuata, infatti, risulta che circa 6 milioni di italiani non dispongono di un’isola ecologica per la raccolta di rifiuti ingombranti e/o particolari.

La conseguenza immediata e più pericolosa di questa tendenza negativa è l’aumento esponenziale dello smaltimento illegale, che comporta la dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose come idroclorofluorocarburi e clorofluorocarburi, contenuti in frigoriferi e condizionatori.

Oltre ai deterrenti “oggettivi”, le ragioni del mancato conferimento dei RAEE è dovuto anche agli atteggiamenti degli italiani, da cui emergono diversi tipi di profili.

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Ci sono, ad esempio, i disinteressati, coloro che trovano sempre un “buon” motivo per non recarsi all’isola ecologica; i razionali, invece, conservano volontariamente i dispositivi obsoleti, per smania di accumulo o perché “potrebbe servire”; gli emotivi, al contrario, non se ne distaccano per un sedicente legame affettivo stabilito con l’elettrodomestico. Chiudono questa particolare carrellata i polemici, che discutono il fatto di doversi recare personalmente al conferimento, e i diffidenti, che sostengono di non fidarsi dei centri di smistamento, poiché non sanno dove finiscano i rifiuti.

A qualunque profilo voi apparteniate, la sicurezza ambientale deve essere di per sé un buon incentivo per cambiare abitudini e renderci tutti un po’ più consapevoli e meno pigri…

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