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Cosmetici biologici e naturali: quali sono le certificazioni italiane?

I prodotti di bellezza certificati da ICEA sono 2.331: l’elenco completo delle aziende e dei cosmetici certificati, con relative composizioni, è consultabile sul sito ICEA.

E’ bene non farsi ingannare, nella scelta e nell’acquisto di cosmetici bio, bisogna quindi imparare a riconoscerli, c’è ne sono di due tipi:
• Quelli certificati dall’ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) chiamati eco-bio-cosmetici.
• Quelli certificati dal CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici), riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura (la figura  è quella riportata in basso, con la scritta controllo biologico).

Nei prodotti biologici che non sono 100% bio, ma che devono essere naturali almeno al 95%, la rimanente minima percentuale ha anch’essa delle regole ferree. Non possono esserci robacce, bensì una serie di ingredienti sintetici approvati. Quindi buon uso controllare sempre l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) riportante ogni ingrediente utilizzato. Se invece volete verificare che non siano testai su animali, fate riferimento ai certificati LAV o Cruelty Free.

ICEA
I Cosmetici Bio Ecologici certificati da ICEA sono prodotti ottenuti:
– rispettando una lista di sostanze vietate;
– senza l’impiego di OGM;
– senza ricorrere alla sperimentazione sugli animali;
– senza l’uso di radiazioni ionizzanti;
– impiegando prodotti agricoli e zootecnici da agricoltura biologica certificati.

ALTRE CERTIFICAZIONI
Ecco alcuni marchi di altri enti di certificazione:
1. BHID: ente tedesco molto affidabile
2. AIAB: garantisce l’assenza di OGM, applica notevoli restrizioni per l’uso di sostanze chimiche e richiede l’eco compatibilità del confezionamento
3. CCPB: ente italiano che ammette solo il 5% di sostanze chimiche
4. ECOCERT: ente francese che certifica sia prodotti naturali che biologici
In conclusione è importante non perdere mai di vista che, malgrado la qualità sia indubbiamente eccellente, anche i migliori cosmetici biologici non sono miracolosi, ma funzionano esattamente come i cosmetici tradizionali, ma perlomeno avrete  la certezza che sono del tutto naturali!

Leggi anche: Cosmetici cruelty-free, cosa vuol dire e quali lo sono veramente

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  • Il Green Building Council dichiara che ad oggi ci sono circa 30.000 edfciii a livello mondiale registrati per essere certificati LEED, distribuiti in 110 paesi; tra i quali anche l’Italia. Certo sono numeri complessivamente piccoli, ma il trend e8 positivo e la crescente attenzione verso l’edilizia sostenibile fa ben sperare. Gerald D.Hines, fondatore e presidente di Hines, nella premessa al volume Class A Buildings – The next generation = Edifici di Classe A – La prossima generazione edito da Fenwick Publishing Group, a9 Hines Italia 2009, scrive: …Cosa dona valore a un edfciiio adibito ad uffici? I proprietari e gli investitori confidano in un flusso di cassa costante. I locatari hanno una serie di motivi per scegliere un edfciiio piuttosto che un altro: posizione, accesso, disponibilite0 ed efficienza d’uso dello spazio, costo di occupazione, qualite0 delle aree comuni, gestione dell’edfciiio e, infine, l’immagine. Per pif9 di cinquant’anni ho sostenuto attivamente il miglioramento degli standard di qualite0 degli ambienti edificati. Ho seguito con interesse la trasformazione del cosiddetto spazio adibito a uffici di Classe A. Oggi gli edfciii adibiti ad uffici, esistenti e futuri, sono nel mezzo di una ridefinizione che portere0 a un radicale cambiamento dei parametri di valutazione. La sostenibilite0 dell’ambiente edificato e8 un concetto che riconosce le nostre responsabilite0 nei confronti delle generazioni future e agisce di conseguenza. ….. Se investitori e imprenditori si impegnano, come Hines, a promuovere la costruzione sostenibile e community come Green Building Council Italia si impegnano a elaborare e promuovere procedure di certificazione del livello di sostenibilite0 degli edfciii, credo che si possa fare a breve termine un notevole passo avanti, superando l’ostacolo della scarsa attitudine italiana alla certificazione “volontaria” della qualite0 della costruzione. Certo e8 che, se il mercato immobiliare non comincere0 a riconoscere la maggiore qualite0 della costruzione certificata e se non riuscire0 a monetizzare, in termini di maggiore appetibilite0 degli immobili, gli extra-costi di progettazione e costruzione connessi alla certificazione, nessuno si muovere0. -1

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Published by
MaryPz

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