Coste italiane da salvare! ad Arbus in Sardegna al via una nuova Oasi del WWF

di Erika Facciolla del 23 maggio 2012

Allarme del WWF sulla situazione dei litorali italiani. Degli oltre 8 mila chilometri di costa solo il 30% è rimasto allo stato naturale mentre il restante 70% è compromesso in maniera più o meno grave dalla distrazione urbanistica. È questo il pesante bilancio del rapporto redatto dall’associazione e basato sui dati dell’ultimo censimento della popolazione italiana dal quale è emerso che 6 italiani su 10 vivono vicino al mare, con tutti i danni derivanti da questa concentrazione.

Coste italiane da salvare! ad Arbus in Sardegna al via una nuova Oasi del WWF

Per questo motivo il Wwf ha deciso di lanciare una nuova campagna di sensibilizzazione di tre aree ‘simbolo’ delle nostre coste: le dune, le zone umide, le foci dei fiumi. Primo ‘step’ di questa iniziativa sarà la creazione di una nuova oasi ad Arbus, in Sardegna, in un’area ricca di bellissima macchia mediterranea  e ginepri secolari.

FOCUS: le Oasi WWF, paradiso della Biodiversità

Secondo obiettivo, la bonifica della costa salentina adiacente alla riserva di Le Cesine, dove i cumuli di rifiuti portati dal mare compromettono l’ecosistema marittimo della zona deturpandone l’immagine.

Terzo traguardo sarà la ricreazione dell’habitat naturale della zona umida di Golena Panarella, in Veneto, già oasi del Wwf e paradiso terrestre per oltre 140 specie di uccelli che in inverno nidificano nell’aria adiacente al delta del Po.

Al di là del valore simbolico di queste azioni, sarebbe opportuno che la gestione sana e responsabile del territorio diventasse una pratica condivisa da enti e amministrazioni locali in tutto il paese. La principale causa dell’erosione costiera, infatti, consiste nello sfruttamento selvaggio dei terreni, spesso oggetto di prelievi di ghiaie e materiali inerti utilizzati in edilizia.

Per non parlare dell’inquinamento indotto dalla creazione di porti e porticcioli, di siti balneari e stabilimenti che a causa delle pulizie meccaniche praticate sugli arenili disgregano la compattezza della sabbia e rimuovono le foglie di poseidonia che costituisce una delle barriere più importanti contro l’erosione naturale del mare.

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