Cresce nel mondo l’opposizione agli OGM: ma Monsanto insiste

di Federica DAmico del 20 Marzo 2012

Cosa fare se si viene giudicati la peggiore azienda al mondo in fatto di OGM? Niente naturalmente! Questo è l’esempio dato dalla Monsanto, colosso americano nel campo delle biotecnologie che nel 2011 è stata dichiarata sotto questo profilo la peggiore impresa a livello mondiale dalla Natural Society, ma che ad oggi si ostina nel portare avanti le sue politiche, una vera e propria minaccia per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Cresce nel mondo l’opposizione agli OGM: ma Monsanto insiste

L’azienda di Saint Louis è oggi la multinazionale leader nel panorama della modificazione genetica agroalimentare. Responsabile del 90% della produzione di sementi geneticamente modificate immesse sul mercato degli USA, è nota per essere l’azienda creatrice di Roundup, l’erbicida più venduto al mondo sin dal 1980. Si tratta di un pesticida molto usato sia nelle colture sia nel settore dell’edilizia al solo scopo di distruggere le erbacce, cioè tutta quella parte di flora ritenuta inutile, nociva ad altre colture o fastidiosa nella costruzione di strutture architettoniche (ferrovie, palazzi, reti stradali ecc.). L’uso di Roundup nel corso di ormai quasi un trentennio ha provocato importanti ed irreversibili modificazioni genetiche di flora e fauna. Responsabile di queste mutazioni non è però soltanto il noto pesticida.

Un’altra invenzioni della Monsanto sono le sementi geneticamente modificate in cui è installato l’erbicida o altre sostanze adibite a funzioni analoghe. Nel caso di Roundup i semi OGM piantati hanno determinato col tempo altre mutazioni genetiche nella flora di USA ed America Latina. Studi dimostrano che più di 20 tipi di erbe infestanti, definite Roundup-Ready, sono ormai divenute invulnerabili all’erbicida e pare che il gene resistente si trasmetta ormai per impollinazione anche a piante che non siano state raggiunte direttamente da Roundup. Il più resistente di questi semi ha sviluppato un’immunità al glifosato, il principio attivo di cui è composto in percentuale maggiore Roundup. È stato stimato che questi “supersemi” ricoprono una superficie globale di 120 mila ettari di terreno (4.5 milioni soltanto negli USA), dunque ettari ed ettari di suolo sono ormai divenuti sterili a causa della tossicità dell’erbicida la cui utilità, ammesso che ne abbia davvero una, è ormai nulla poiché i semi stessi gli sono diventati resistenti! Dunque l’azione di Roundup si propaga velocemente determinando mutamenti genetici anche laddove non erano previsti. Addirittura l’uso di Roundup sta determinando la distruzione di habitat naturali per le farfalle ed alcune specie in Nord America sono a rischio estinzione proprio a causa del rinomato pesticida, secondo la Natural Society. A che pro quindi ostinarsi nella produzione di qualcosa che evidentemente ha molti più svantaggi che vantaggi rispetto ai fini stessi per cui era stato creato?

Stessa domanda, retorica, ritorna a proposito di un’altra creazione della Monsanto, i semi geneticamente modificati contenenti Bt. Anche in questo caso si tratta di una sostanza, una tossina nello specifico, incorporata nei semi OGM e deputata questa volta all’uccisone di insetti. Il problema è che ormai molte popolazioni di insetti a seguito delle numerose esposizioni alla Bt sono diventate resistenti ai biopesticidi subendo quindi anch’esse modificazioni genetiche. È stato accertato che 8 specie di insetti hanno sviluppato resistenza alla Bt, di cui 2 specie sono risultate resistenti allo spray e ben 6 ai semi OGM contenenti Bt.
Cosa implica tutto questo? Naturalmente un aumento nell’uso di pesticidi da parte degli agricoltori, sempre più nocivi ed in quantità sempre maggiori, dunque ulteriori modifiche genetiche a specie animali e vegetali ed ulteriore contaminazione del suolo.

I risultati di 19 studi condotti sui danni dei semi OGM prodotti dalla Monsanto hanno rivelato dati poco rassicuranti rispetto al rapporto tra salute e consumo di prodotti alimentari derivanti da colture a base di sementi OGM. Gli studi condotti come da spiacevole prassi su topi e cavie di laboratorio dimostrano che il consumo di grano e cereali, ad esempio, modificati geneticamente a causa di questi pesticidi o semi OGM, può indurre significative disfunzioni degli organi, specie dei reni, e sterilità nel sesso maschile. Il dato spaventa poiché si calcola che negli USA ben il 93% dei semi immessi sul mercato sia geneticamente modificato!

La risposta della multinazionale a tali dati è stata soltanto una maggiore ostinazione nella produzione di biotecnologie più potenti. Si tratta di una politica dannosa poiché scatena soltanto un regresso all’infinito in cui ad un perfezionamento delle prestazione delle biotecnologie in fatto di OGM corrisponde la distruzione sempre più rapida ed irreversibile di flora e fauna. Ma nonostante anche i dati scientifici abbiano dimostrato ciò, la Monsanto prosegue con la sua linea dura, una politica produttiva che immette sul mercato varianti di questi prodotti sempre più competitive in termini distruttivi ed economici.

Neanche il bollino rosso della Natural Society pare abbia sortito effetti positivi. Del resto prima del 2011 erano già scese in campo contro il colosso nazioni come il Peru, la Francia e l’Ungheria. L’Ungheria ha deciso di protestare contro il pericoloso silenzio dell’azienda distruggendo 1000 acri di granturco cresciuto piantando semi geneticamente modificati, il tutto con l’accordo del Ministero per lo sviluppo agricolo ungherese. Il Peru ha adottato un’altra drastica forma di protesta, sicuramente più efficace per lo meno in termini economici, di quella ungherese: 10 anni di chiusura dei mercati peruvani all’importazione, produzione ed uso di cibi OGM. Questa decisione ha un che di sorprendente soprattutto alla luce del recentissimo sì alla legalizzazione degli OGM voluto dal precedente governo.

Ultima, la Francia, che dice no alla politica della Monsanto in vista dell’adozione di un atteggiamento più risolutivo come quello adottato dal Peru. La Francia infatti ha dovuto affrontare la questione legalmente a causa di una controdenuncia subita dalla Monsanto. L’azienda infatti, all’epoca della prima chiusura del mercato francese ai suoi prodotti, si ribellò ritenendo che non vi fosse una motivazione sufficientemente valida per farlo ma in realtà una legge comunitaria decreta che qualora vi sia la prova scientifica dei rischi a cui una produzione sottopone, un paese dell’UE è libero di adottare una politica di divieto contro la casa madre. E di prove scientifiche a quanto pare ce ne sono parecchie!
Errare è umano ma perseverare è diabolico”, cita il noto aforisma latino. La Monsanto della saggezza degli antichi pare prendersi soltanto gioco.

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