Cronache dal terremoto: come una start-up Italiana porta la banda larga a Mirandola

di Salvo del 13 giugno 2012

Difficile immaginare una situazione più emergenziale di un terremoto: le cronache di questi giorni dall’Emilia ci hanno ricordato quelle altrettanto drammatiche dall’Abruzzo nel 2009.
In questi frangenti, c’è bisogno di tutto per portare conforto morale e materiale a chi è colpito dal sisma: generi di prima necessità, ma non solo, per chi si ritrova dall’oggi al domani a non avere più nulla.
Anche l’impossibilità di comunicare è descritta come una delle angosce più frequenti tra le persone che si trovano a fronteggiare quest’emergenza.

Cronache dal terremoto: come una start-up Italiana porta la banda larga a Mirandola

Chi legge certo ricorderà l’appello fatto circolare anche da noi il giorno delle prime scosse di terremoto in Emilia, con cui si esortava a chi avesse una connessione wi-fi attiva, di lasciare aperto l’accesso: a causa delle devastazioni portate dal terremoto in Emilia, come accade sempre durante un’emergenza, le reti di telecomunicazioni, sia fisse che mobili, sono risultate inutilizzabili causa danneggiamento delle apparecchiature o perché sovraccariche.
Internet – la rete che ha messo tutto il mondo in contatto – viene spesso descritto come una commodity irrinunciabile, ma non ci si rende mai conto della sua vera importanza fino a quando non ci si ritrova senza. Si, perché oggi internet ormai è come il pane, specie per i più giovani.

Da qui parte la storia che vi vogliamo raccontare oggi. Una storia di passione e talento, 100% Italiano.
La storia di una start-up vicentina, Athonet, che ha portato a Mirandola la banda larga in in quattro e quattr’otto in uno dei campi allestiti dalla Protezione Civile del Friuli.

Come? Con un sistema proprietario (PriMo, acronimo di Private Mobile), che sembra essere disegnato apposta, ma non solo, per evenienze di questo tipo. Un sistema nato per portare la banda larga e fornire comunicazione wireless ad uso professionale in zone remote, rapidamente e senza grandi infrastrutture: anzi, con infrastrutture mobili di dimensioni davvero ridotte, dato che l’infrastruttura in questione è una scatola poco più grossa di una valigetta, grazie alla quale Athonet riesce a mettere in piedi una rete di ultima generazione (LTE, il 4G mobile) in appena un paio d’ore.

Così è stato anche a Mirandola all’indomani del sisma che ha scosso l’Emilia Romagna. Athonet, che è partner della Protezione Civile del Friuli si era offerta per portare internet alla direzione del campo qui allestito dalla PC: un’attività che ha permesso di collegare i vari campi tra di loro, abilitare il VoIP tramite PriMo, in modo che ci fosse un numero fisso con cui contattare il campo, abilitare lo streaming da telecamere mobili (precedentemente impresa impossibile) come deterrente per lo sciacallaggio e i furti e – last but not least – allestire delle isole WiFi con cui i ragazzi sfollati potessero collegarsi ad internet ed interagire col resto del mondo, fungendo al tempo stesso da punto di ritrovo e socializzazione. Ed è proprio il sorriso dei ragazzi sfollati a Mirandola che si sono ritrovati connessi alla rete con un sistema più potente dell’UMTS l’esperienza più toccante che ci ricorda Gianluca Verin, uno dei due fondatori di Athonet.

Si tratta del primo caso nel mondo dove è stato usato 4G per situazioni emergenziali ed è anche un bel segnale nel campo della tecnologia mobile italiana, dove da anni non si assisteva ad innovazioni made in Italy nel campo dell’infrastruttura cellulare.

Ma andiamo con ordine e vediamo da dove viene la “scatola magica” di Athonet, un concetto che, come avrete capito, ci piace (infrastrutture leggere, ma potenti.. moderno, economico e sostenibile, insomma).
Athonet nasce dall’intuizione e dalla costanza di due ingegneri di casa nostra, Karim El Malki e Gianluca Verin: Karim, padre egiziano, madre veneta, nasce a Roma e studia in Inghilterra dove diventa professore associato. Va poi a lavorare nei centri R&D di Ericsson a Stoccolma. Gianluca, università di Padova ed Erasmus, comincia a lavorare per Ericsson in Inghilterra e poi a Stoccolma dove incontra Karim.
I due cominciano a pensare a PriMo, un sistema di telecomunicazioni mobili in IP estremamente efficiente, compatto ed economico. Insomma, una rivoluzione nelle  telecomunicazioni mobili, abituate ad apparati grandi come armadi e dal costo multi-milionario. Una soluzione light e smart, in sintonia coi tempi che sarebbero arrivati.

Nel 2005 i due lasciano la Svezia e decidono che Athonet sarà un’azienda italiana. I primi anni sono quelli del “garage”, lavoro duro, anche di notte e nei week end, tra mille difficoltà superate grazie anche al supporto delle famiglie ed alla profonda convinzione nei propri mezzi. Come vedete, abbiamo quindi parlato abbastanza impropriamente di start-up: in realtà Athonet, che l’anno scorso ha raccolto diversi ordini e quest’anno sta crescendo esponenzialmente su mercati internazionali, è già una realtà imprenditoriale consolidata nel suo settore e ha già passato la fase di start-up. E l’ha fatto in totale autonomia, basandosi su capitali propri, messi a disposizione da parenti e amici, in totale autofinanziamento dunque (e qui si potrebbero scrivere libri sulla miopia o semplicemente sull’inesistenza del venture capital in Italia, ma è un altro discorso).

Nei primi anni di vita, Athonet mette a punto un prodotto finalizzato a compattare quello che stava in grandi e costose macchine in un software che sta su un server, la mitica “valigetta” di cui parlavamo prima: un software che permette di mettere in piedi in pochi minuti una rete cellulare UMTS/HSPA/LTE completa e operativa.
Una soluzione, quindi, che si presta per diversi ambiti, non solo emergenziali: digital divide, aree remote, eventi temporanei, sicurezza pubblica, copertura in luoghi stagionali come per esempio di vacanza, grandi aziende, ospedali, aeroporti ed altro ancora.

Col tempo arrivano i primi dipendenti, tutti giovani ingegneri, spesso i migliori del corso e entusiasti di lavorare per una start-up con un grande sogno e che oggi ha davanti un grande futuro.

Una storia, dunque, paradigmatica non solo per la concezione “smart & light” del prodotto, ma anche per il talento, la passione e la tenacia dimostrata dai suoi protagonisti.

Per saperne di più: http://www.athonet.com/

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