Curiosità green: energia rinnovabile dall’aria calda?

di Rossella del 3 Ottobre 2011

Sappiamo tutti che l’aria calda è più leggera della fredda e quindi sale. In base a questo principio basilare è nata l’idea di produrre energia rinnovabile. Ma come? Grazie ad una variante moderna del Camino Solare.

Curiosità green: energia rinnovabile dall’aria calda?

Nei passato, soprattutto nelle zone calde, il camino solare era utilizzato per raffrescare le abitazioni sfruttando la convezione termica.
L’aria riscaldata dal sole all’interno del camino risaliva verso l’esterno e risucchiava anche l’aria interna più fredda, creando una circolazione d’aria in un ambiente altrimenti caldo e chiuso.

Un imprenditore, Roger Davey, ha avuto l’idea di utilizzare questo principio per produrre energia sufficiente a far funzionare una città di medie dimensioni. Davey ha in mente di costruire nel deserto dell’Arizona – dove l’aria è caldissima – una torre solare alta quasi 800 metri, alla cui base girano 32 turbine, grazie al flusso di aria calda. Si calcola che l’impianto genererebbe quasi 200 MegaWatt, sufficienti per 100.000 case.

La tecnologia permette di realizzare un impianto di enormi dimensioni.
I suoi aspetti positivi sono la grande quantità di energia generata senza nessun tipo di inquinamento, né l’utilizzo di acqua perché sfrutta l’aria riscaldata dal sole. E non utilizza grandi quantità d’acqua come i pannelli solari, che comunque devono essere lavati dopo un certo periodo. Inoltre è sempre in funzione, al contrario dell’impianto solare che di notte e nei giorni di poca insolazione è fermo, e al contrario degli impianti eolici, che nei giorni senza vento non vanno.

In sintesi l’impianto funzionerebbe come le già note torri solari: tramite il principio della convezione. In realtà la torre è una centrale mista solare-termica perché sfrutta l’energia del sole e del calore. Infatti, alla sua base c’è una gigantesca serra che si satura di aria calda riscaldata grazie ai raggi del sole, per poi venire risucchiata all’interno della torre e produrre un potente spostamento d’aria che fa girare le turbine, poste lungo di essa.

La temperatura raggiunta dall‘aria nella serra (circa 90°) non dipende neppure dal fatto che all’esterno sia una giornata di scarsa illuminazione o ci sia buio. Infatti l’impianto funziona per il differenziale che viene a crearsi tra l’aria alla base e in cima della torre.
Più questa è alta, maggiore è il flusso d’aria e quindi la quantità di energia sprigionata dalle turbine.

L’ostacolo più grande è sicuramente il tipo di materiale da utilizzare per una torre di questa altezza. Solo la Burj Khalifa di Dubai è più alta ma è un edificio ben più largo! Davey ha pensato con il suo team di progettisti di farla in cemento per avere una struttura più pesante  estabilizzata, le fibre la renderebbero troppo leggera e “mobile”. Si prevede una copertura delle emissioni di CO2 legate alla sua costruzione dopo 2 anni e mezzo.

Se Davey pensa di aver risolto il problema della sua fattibilità, rimane il dubbio sull’effettiva efficienza e produttività energetiche della torre. Sarà veramente realistica la stima di 200 MegaWatt o solo una proiezione tropppo ottimistica?

Confidiamo nella visone di questo imprenditore e speriamo che sia una bella idea concreta. Che bello sarebbe popolare i deserti di queste altissime torri per avere l’energia necessaria a farci vivere senza inquinare nulla!

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Marco marzo 16, 2012 @ 5:02 pm

Interessante! Ma ho un dubbio. C’è scritto che, al contrario dei pannelli solari, può funzionare anche di notte. Ma, se nel deserto la temperatura precipita durante le ore notturne, come può continuare a creare il famoso differenziale?
Mi auguro che questa mia domanda non venga vista come una critica perché è una semplice curiosità.

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