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Dalle alghe una speranza per Fukushima?

Sebbene Fukushima sia sparita dalle prime pagine dei giornali, purtroppo l’emergenza è lungi dall’essere rientrata.
Stime della TEPCO, la società proprietaria della centrale nucleare collassata a seguito del terribile tsunami che ha colpito il Giappone, finita nell’occhio del ciclone per la gestione deficitaria della crisi atomica, stima in un tempo tra i 6 ed i 9 mesi il periodo necessario per la messa in sicurezza della centrale.

Dalle alghe una speranza per Fukushima?

Nel frattempo, non si sa se e quando decine di migliaia di persone potranno fare ritorno alle proprie case ed è semplicemente incalcolabile la quantità di materiale altamente radioattivo fuoriuscito.
Quantità ingenti di acqua radioattiva sono state sversate nei mari, facendo infuriare l’opinione pubblica mondiale.

Ora, però una piccola speranza, speriamo tempestiva, viene dalla natura e dalla ricerca scientifica.
E’ di questi giorni la notizia di un’alga in grado di assorbire elementi radioattivi. Si chiama Closterium moniliferum ed è il frutto della ricerca di Minna Krejci della Northwestern University di Evanston (Illinois).
Quest’alga ha una proprietà che la rende molto interessante: è in grado di rimuovere lo stronzio – compreso il suo isotopo radioattivo, lo stronzio 90, che è uno dei residui dei reattori nucleari – dall’acqua, depositandolo in cristalli.

Lo stronzio ha un’emivita di circa 30 anni ed è capace di infiltrarsi nel latte, nelle ossa, nel midollo osseo, nel sangue e in altri tessuti, dove favorisce fortemente il sorgere di tumori.
Questo elemento è molto simile in proprietà e dimensioni al calcio (normalmente presente nei rifiuti dei reattori in quantità fino a dieci miliardi più alte rispetto allo stronzio) rendendo difficile durante i processi biologici separare i due elementi e sequestrare uno o l’altro selettivamente. E qui entra in gioco il nostro Closterium moniliferum.

Secondo quando appreso dalla stampa specializzata, l’alga raccoglie al suo interno preferibilmente atomi di un altro elemento chimico, il bario. Tuttavia lo stronzio, in quanto a dimensioni e proprietà, è una perfetta via di mezzo tra calcio e bario e viene quindi cristallizzato dall’alga tanto bene quanto quest’ultimo. Cosa che invece non avviene con il calcio che, sebbene presente in maggiori  concentrazioni, è abbastanza differente rispetto al bario, tanto da non suscitare l’interesse del Closterium moniliferum.

Gli scienziati non hanno ancora sperimentato sul campo, in ambienti radioattivi, quest’alga e ne stanno selezionando ancora le varietà con i processi attivi più efficienti.
Si tratta comunque di alghe molto semplici da coltivare e quindi si potrebbero facilmente sostituire, anche molto spesso. Probabilmente ne vedremo una applicazione a Fukushima.

Incredibile come la natura fornisca a volte soluzioni a pasticci indicibili commessi dall’uomo.

[Fonte foto: Wikipedia, CC]

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