Data Center e free cooling diretto: un nuovo sistema di raffreddamento ne diminuisce il consumo di energia?

di Claudio Riccardi del 10 giugno 2012

Che cosa sono i data center? Si tratta di strutture, denominate anche sale macchine, che ospitano e gestiscono un determinato numero di apparecchiature informatiche. In sostanza, il cuore operativo di quasi tutte le aziende private e degli enti pubblici.

Data Center e free cooling diretto: un nuovo sistema di raffreddamento ne diminuisce il consumo di energia?

Tale concentrazione di strumenti a corrente significa anche elevata produzione di calore, e potenziale surriscaldamento per i macchinari. Per contrastare questo rischio si reagisce dall’esterno, approntando sistemi di raffreddamento che tuttavia consumano elevati quantitativi di energia.

Ma ecco che si affaccia sulla scena un’idea alternativa ai tradizionali impianti di condizionamento. Trattasi di una tecnica naturale, il “free cooling diretto“, che ricorre allíara esterna per raffreddare i computer.

Una soluzione del tutto eco-compatibile, e in grado di abbattere i consumi energetici. L’esempio concreto di applicazione è rappresentato dal progetto di un nuovo data center da parte dell’Eni. A Ferrera Erbognone, nel pavese, entro la fine del 2012 entrerà in funzione una nuova centrale elettrica Enipower, infrastruttura capace di sfruttare fino a 30Mgw di potenza utile per l’informatica.
Del free cooling ha parlato Michele Mazzarelli, Project Manager dell’ENI:

L’aria esterna, filtrata per eliminare le polveri, utilizzata direttamente ci consentirà di tenere spenti per oltre il 75% del tempo durante l’anno i sistemi di condizionamento tradizionali“.

Secondo capisaldo: eliminare le ordinarie dispersioni dei percorsi elettrici: “Abbiamo pensato di utilizzare tanti piccoli Ups in tecnologia offline, cioè sempre spenti. Gli Ups sono i gruppi di continuità che insieme alle batterie devono garantire l’alimentazione elettrica ai sistemi in caso di perdita di alimentazione dalla rete primaria. La nostra idea è stata di avere dei sistemi sempre spenti” ha affermato Mazzarelli – “che non consumano, non scaldano, e si accendono solo quando l’alimentazione elettrica viene effettivamente a mancare“.
Dall’esempio di Enipower ecco che potrebbe prender forma un nuovo modo di concepire l’organizzazione di questi gradi centri di controllo.

Sempre più tecnologicamente evoluti, ma anche più attenti all’ambiente.

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