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Decreto Milleproroghe 2011: quali riflessi per gli incentivi al fotovoltaico?

Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 22 dicembre scorso, ha approvato il decreto legge meglio noto come ‘Decreto Milleproroghe’ per l’anno 2011, così denominato in quanto prevede, appunto, la proroga di alcune disposizioni legislative, la cui efficacia sarebbe altrimenti scaduta alla fine del 2010: pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29/12/2010, il Decreto-Legge n. 225, si presenta testualmente come una «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie».

Decreto Milleproroghe 2011: quali riflessi per gli incentivi al fotovoltaico?

In realtà è una manovra di fine anno abbastanza consueta, che, però, per il 2011 adotta una formula particolare, in quanto prevede una proroga generalizzata al 31/03/2011 di alcuni termini in scadenza al 31 dicembre 2010, elencati in una tabella specifica, con la previsione della possibilità di una ulteriore proroga al 31/12/2011 che potrà essere disposta solo con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Molti gli argomenti presi in esame: la reintroduzione del contributo del 5 per mille, gli sgravi fiscali per le regioni colpite da calamità naturali, la sanatoria catastale per le ancora molte ‘case fantasma’, il rifinanziamento per le missioni internazionali di pace e, per ciò che riguarda le tematiche di sostenibilità ambientale, l’abolizione definitiva dei sacchetti di plastica e la possibilità di usufruire ancora degli incentivi del ‘Conto Energia’ 2010 per l’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Di fatto, anche in presenza del detto decreto, il proprietario di un impianto fotovoltaico che avesse voluto usufruire degli incentivi 2010 e il relativo tecnico responsabile erano obbligati a terminarne l’installazione e a comunicare la fine lavori comunque entro il 31 dicembre 2010: la proroga fa slittare al 31 gennaio solo il termine per presentare l’asseverazione, cioè la presentazione di una perizia tecnica che comprovi l’adeguatezza dell’impianto e la sua idoneità alle pertinenti normative, con obbligo di entrata in funzione dello stesso entro il 30 giugno 2011.

Questa proroga “a metà” ha comportato una corsa contro il tempo (e contro i disagi della burocrazia, anche telematica!) per poter usufruire degli incentivi statali proposti dal Conto Energia 2010, soprattutto perché decisamente più generoso di quello previsto per il 2011: la detrazione, infatti, sarà sempre pari al 55% ma spalmata sull’arco di dieci anni, al posto degli attuali cinque (tenendo conto che nel 2007 gli anni erano addirittura solo tre..!).

Un beneficio per i contribuenti a più basso reddito e un vantaggio per i lavori di riqualificazione più costosi, perché risulterà più agevole ‘spalmare’ la detrazione sui dieci anni, ma uno svantaggio in termini di valore reale a causa dell’inflazione, perché il maggiore arco di tempo renderà meno incidenti gli effettivi benefici dell’incentivo.

Rispetto all’ipotesi di eliminare del tutto gli incentivi per la riqualificazione energetica, ventilata ma per fortuna mai attuata, è decisamente il male minore ma, secondo le principali organizzazioni italiane attive nel settore delle risorse energetiche, quella prevista è una misura del tutto insufficiente a raggiungere entro il 2020 gli obiettivi di eco-compatibilità fissati dal nostro Paese.

La sensazione è che l’Italia, purtroppo, si stia muovendo in controtendenza rispetto ai dettami della Commissione Europea in termini di edifici a basse emissioni inquinanti: con questa modifica, infatti, sarà ulteriormente improbabile assistere ad un tasso significativo di sostituzione delle caldaie esistenti sul nostro territorio, 19 milioni in totale, di cui ben 7 milioni risultano essere altamente inquinanti.

Arriverà l’inversione di tendenza in tempo utile? Speriamo di si.

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