E’ Città del Messico la città col peggior traffico nel mondo

di Luca Scialò del 22 Settembre 2011

L’Ibm si è divertita – per modo di dire – a stilare la classifica delle città più trafficate del mondo, rivelando altresì quanto gli ingorghi danneggino la salute fisica e psichica dei pendolari. Il campione è costituito dalle venti città più importanti del mondo da un punto di vista economico. La classifica è contenuta nel report Frustation rising: Ibm 2011 commuter pain survey. Tra le prime dieci non manca, purtroppo, una città italiana.

E’ Città del Messico la città col peggior traffico nel mondo

Il primo posto spetta a Città del Messico. Il podio delle prime tre è completato da due città cinesi: Shenzhen – centro industriale nella provincia di Guangdong, ai confini con Hong Kong – e dalla capitale Pechino. Completano la Top ten Nairobi, Johannesburg, Bangalore, Nuova Delhi, Mosca, la nostra Milano e Singapore. La metropoli meno trafficata è Montreal.

Già, Milano nona. Il che non è certo confortante, tutt’altro. Si piazza difatti davanti a metropoli molto più vaste quali Londra (19ma), Parigi, e New York (15ma). Nella capitale meneghina, nonostante il 27% degli intervistati dichiari che il traffico sia leggermente migliorato negli ultimi tre anni, la vita dei pendolari diventa sempre più problematica. Infatti, oltre il 60% dei milanesi afferma che nell’ultimo anno il traffico stradale ha accresciuto il proprio livello di stress, mentre il 40% rivela che gli ingorghi hanno influito negativamente sul proprio rendimento lavorativo o scolastico. Il fatto che le città sopraelencate, alle quali aggiungiamo anche Chicago che si piazza diciottesima, si classifichino molto al di sotto rispetto a Milano malgrado la loro più vasta estensione e popolosità, denota quanto nella città meneghina i trasporti pubblici siano insufficienti e i pendolari preferiscano l’auto per spostarsi. Non è un caso che la capitale inglese e francese, come quella spagnola, siano rinomate anche per il proprio trasporto pubblico. Il quale ovviamente riduce e di molto l’utilizzo delle auto.

Come dicevamo in apertura, lo studio dell’Ibm ha preso anche in considerazione l’impatto che il traffico ha sulla salute psico-fisica dei pazienti. Dopo aver elencato le percezioni dei milanesi, per consolarci citiamo quelle delle città più trafficate. I pendolari di Città del Messico affermano che mediamente un imbottigliamento nel traffico dura un paio d’ore, e il 67% ha dichiarato di aver rinunciato all’auto almeno una volta nell’ultimo mese causa i problemi di traffico. I cinesi invece, le cui metropoli si trovano seconde e terze, ammettono il forte impatto che il traffico ha sulla loro salute. E non solo in termini di smog. Oltre l’80% degli studenti-pendolari di queste due città dichiara infatti che il traffico influisce negativamente sulle proprie prestazioni scolastiche. Più ottimisti gli automobilisti della quarta in classifica, Nairobi, che pare prendano gli ingorghi con più filosofia, visto che il 48% degli intervistati dichiara che questi non influiscono sulla propria salute. Beati loro, forse noi milanesi abbiamo una maggiore tendenza a lamentarci.

Le conclusioni dello studio sono affidate a Viinodh Swaminathan, direttore dell’intelligent transportation systems di Ibm: «Per migliorare il flusso e la congestione del traffico, le città devono andare oltre il conoscere e reagire», spiega. «Bisogna trovare i modi per prevedere ed evitare le situazioni che causano ingorghi che potrebbero trasformare il mondo in un unico gigante parcheggio». Sagge parole, ma sappiamo bene che tra il dire e il fare c’è di mezzo…l’auto.

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Edgardo luglio 25, 2013 @ 10:40 am

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