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Tutto sull’Ecobonus 2020: date, importi e requisiti

Come funziona e quali sono gli interventi per poterlo richiedere

Speciale Ecobonus 2020. L’emergenza Covid-19 ha fermato per mesi l’intera economia del Paese. Ora stiamo vivendo un momento molto particolare e delicato. In questa fase di lenta ripresa, con le dovute precauzioni e i giusti accorgimenti, dobbiamo riprendere le nostre vite e le nostre attività senza perdere opportunità, soprattutto quelle che possono favorire un futuro migliore.

Le misure del Decreto Rilancio (Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34), pensate per sostenere e favorire la ripresa del Paese, a seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19, sono un buon punto di partenza.

Parliamo dell’ecobonus detto anche superbonus. Tra i provvedimenti varati, il Decreto Rilancio ha infatti previsto l’innalzamento delle detrazioni al 110% a partire dal primo luglio 2020 e, sembrerebbe, fino al 2023, un’occasione unica per dare nuova vita alla propria casa.

Ma vediamo punto per punto come funziona l’ecobonus 2020, quali sono i lavori detraibili con il bonus risparmio energetico e quando si ha diritto alla detrazione del 110%, come richiederlo e come funziona la possibilità di cessione del credito anche alle banche.

Proviamo a rispondere a tutti i dubbi e le domande che possono sorgere con un vademecum in modo da facilitare l’approccio al nuovo provvedimento.

Ecobonus 2020: cos’è e come funziona

Si intende la detrazione riconosciuta per i lavori di risparmio energetico effettuati sia su edifici singoli che in condominio.

Riguarda tutti gli interventi e le spese sostenute ai fini di:

  • miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni, pavimenti, finestre e infissi)
  • installazione di pannelli solari per il solare termico
  • installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
  • interventi di domotica (l’installazione di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento)

Detrazione fiscale fino al 110% e con cessione del credito: le novità del decreto Rilancio

A partire dal 1° luglio e fino al 31 dicembre 2021 è partito il Superbonus del 110% per i lavori in casa finalizzati al risparmio energetico e all’adeguamento antisismico.

Ecobonus 2020 del 110%: per quali lavori si applica

Ecco l’elenco dei lavori per i quali è possibile accedere alle detrazioni maggiorate.

Lavori di isolamento termico degli edifici, nello specifico l’installazione di un cappotto termico, con un’incidenza pari almeno al 25% della superficie e per un massimo di:

  • 50.000 euro di spesa per gli edifici unifamiliari
  • 40.000 euro per unità immobiliare ad unità immobiliare per condomini da 2 ad 8 unità
  • 30.000 euro per unità immobiliare per i condomini da più di 8 unità immobiliari

Lavori di sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento o condizionamento in condominio con impianti centralizzati ad alta efficienza energetica, fino ad un massimo di:

  • 20.000 euro ad unità immobiliare per condomini da 2 ad 8 unità immobiliari
  • 15.000 euro ad unità immobiliare per condomini da più di 8 unità immobiliari

Lavori su edifici singoli e villette per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti per riscaldamento, raffrescamento o fornitura di acqua calda a pompa di calore o con solare termico, per un importo massimo di spesa pari a 30.000 euro per singola unità immobiliare.

Lavori di adeguamento antisismico (sismabonus), eseguiti sempre nel periodo temporale tra il 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021.

Ecobonus 2020 del 110%: elenco lavori annessi collegati a quelli trainanti

Se abbinati a lavori di isolamento termico o di sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione, rientreranno nell’ecobonus del 110% le seguenti spese:

  • sostituzione di serramenti ed infissi
  • schermature solari
  • lavori di riqualificazione globale dell’edificio

Il Decreto Rilancio contiene poi due specifiche sulla la detrazione del 110% che si può ottenere anche:

  • per l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di elettricità e pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e alimentazione dell’impianto di riscaldamento ad acqua, se abbinati ai lavori trainanti, inclusi gli accumulatori, nel limite di spesa di 48.000 euro, 2.400 euro per Kw di potenza nominale dell’impianto. In questo caso è previsto il vincolo di cedere ad una GSE l’energia prodotta e non consumata
  • per l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, se abbinata ai lavori trainanti

Sono esclusi dall’obbligo di effettuare i lavori trainanti per accedere al superbonus del 110% gli edifici sottoposti ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42), o gli interventi strutturali vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali.

In tali casi, la detrazione al 110% si applica a tutti gli interventi di riqualificazione energetica previsti dall’ecobonus, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti. Resta la condizione che tali interventi portino a un miglioramento minimo di 2 classi energetiche oppure, ove non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta.

Ecobonus 2020: aliquote detrazione e lavori ammessi

All’ecobonus del 110% resta affiancata la detrazione ordinaria.

Tale detrazione per i lavori di risparmio energetico varia in base alla tipologia di spesa sostenuta. Il bonus prevede tre aliquote differenziate, secondo lo schema qui di seguito riportato:

Detrazione 50% applicabile per i seguenti interventi:

  • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi
  • applicazione di schermature solari
  • installazione di caldaie a biomassa
  • installazione di caldaia a condensazione (ammessa purché abbia un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.18/2013). Si accede inoltre alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A la caldaia è dotata di sistemi di termoregolazione evoluti ed è in classe V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02

Detrazione 65% per i seguenti interventi:

  • interventi di coibentazione dell’involucro opaco (cappotto termico)
  • installazione di pompa di calore
  • installazione di sistemi di building automation
  • installazione di pannelli solari per produzione di acqua calda sanitaria e per impianto di riscaldamento ad acqua
  • installazione di scaldacqua a pompa di calore
  • installazione di generatori ibridi (costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare tra loro in abbinamento)

Detrazione al 70% o 75% per i seguenti interventi:

  • interventi condominiali con limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. Attenzione: qualora gli stessi interventi vengano realizzati in edifici appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico, è prevista una detrazione dell’80%. Con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione prevista passa all’85%. Limite massimo di spesa pari a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio

Ecobonus 2020: importo massimo spesa detraibile

In base alla tipologia di lavoro effettuato, varia anche l’importo massimo di spesa ammessa. Il limite massimo detraibile è pari a:

  • 100mila euro per gli interventi di riqualificazione energetica
  • 60mila euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio
  • 30mila euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia)
  • 60mila euro per l’installazione di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università

Ecobonus 2020: a chi spetta

Tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito di impresa, che risultano possessori di un immobile in favore del quale vengono posti in essere lavori finalizzati al risparmio energetico, possono fare richiesta dell’ecobonus.

Potranno richiedere la detrazione fiscale anche i contribuenti incapienti (cioè coloro che non dispongono di sufficiente reddito per avere le detrazioni, che hanno redditi esentasse in quanto inferiori al minimo, o non hanno più detrazioni disponibili perché ne hanno già usufruito), in relazione alle spese sostenute in edifici privati.

Nello specifico, possono richiedere la detrazione fiscale:

  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali)
  • le associazioni tra professionisti
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale
  • persone fisiche (titolari di un diritto reale sull’immobile, condomini per gli interventi sulle parti comuni, inquilini, coloro che possiedono un immobile in comodato, familiari o conviventi che sostengono le spese)

Attenzione: la detrazione fiscale è riconosciuta soltanto su lavori di riqualificazione energetica effettuati su unità immobiliari ed edifici residenziali esistenti. Non sono ammesse in detrazione le spese sostenute in corso di costruzione di nuovo immobile.

Ecobonus 2020 del 110%: gli edifici esclusi

La Legge di conversione esclude esplicitamente le seguenti tipologie di edifici:

  • abitazioni di tipo signorile (categoria catastale A/1)
  • abitazioni in villa, ovvero abitazioni di pregio con rifiniture di alto livello con grandi giardini o parchi a servizio esclusivo (categoria catastale A/8)
  • castelli e palazzi, ovvero antiche strutture con importanti riferimenti storici (categoria catastale A/9)

Ecobonus 2020 del 110%: le seconde case

Le persone fisiche ne possono beneficiare su un numero massimo di due unità immobiliari e quindi anche sulle seconde case.


In ogni caso, le persone suddette possono sempre detrarre le spese sulle parti comuni dell’edificio.

Ecobonus: come avviene la detrazione?

Possibilità di scegliere tra le seguenti opzioni:

  • avere direttamente uno sconto in fattura da parte del fornitore, che potrà recuperarlo sotto forma di credito di imposta cedibile ad altri soggetti, comprese banche e intermediari finanziari.
  • trasformare la detrazione in un credito di imposta (da recuperare in 5 anni in rate di pari importo)
  • cedere ad altri soggetti il credito fiscale maturato con i lavori (la detrazione recuperata in 5 anni), i soggetti possono essere banche, assicurazioni o ad un altro intermediario finanziario, oppure alla stessa impresa che ha realizzato i lavori che, a sua volta, sarà libera di cederlo a una banca o ad altri intermediari finanziari. Per chi decide di fare degli interventi antisismici c’è la possibilità di acquistare una polizza anticalamità con detrazione al 90%.

Ecobonus 2020: la comunicazione ENEA

Per beneficiare dell’ecobonus vi è l’obbligo di comunicazione ENEA delle spese effettuate entro la scadenza di 90 giorni dalla data di fine dei lavori.

Occorre inviare all’ENEA i seguenti dati:

  • dati anagrafici del beneficiario
  • informazioni relative all’immobile oggetto di intervento
  • tipologia di intervento

Si consiglia di consultare le istruzioni contenute nel vademecum per l’ecobonus pubblicato da ENEA, contenente una scheda per ciascuna delle tipologie di lavoro ammesso in detrazione fiscale.

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Published by
Federica Ermete

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