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Economia green: c’è la crisi, ma in Borsa reggono le aziende eco-sostenibili e dedicate alle energie rinnovabili

L’ambiente, il clima e l’energia sono i vertici del rapporto tra l’uomo e le sue attività. Valori che oggi sono messi in pericolo, ma che possono essere conservati grazie alla crescita della coscienza eco-sostenibile e della sensibilità ambientale che coinvolge tutti dalle imprese ai consumatori.
Molte aziende hanno capito e pure molti governi che la sostenibilità sta diventando una necessità etica e di mercato.

Economia green: c’è la crisi, ma in Borsa reggono le aziende eco-sostenibili e dedicate alle energie rinnovabili

Un cambiamento, questo, che sta diventando e deve diventare il motore di sviluppo del tessuto produttivo italiano. L’Italia ha tutte le carte in regole per diventare un paese leader nelle tecnologie verdi e nei prodotti eco-sostenibili. Solo così le nostre piccole e medie imprese sono in grado di sostenere la sfida della globalizzazione.

Le energie rinnovabili, il commercio equo, l’agricoltura biologica e biodinamica, il turismo responsabile, la finanza etica, l’edilizia sostenibile sono i concetti alla base delle tante esperienze e progetti di un’“altra” economia, quella dell’investimento etico, detto anche solidale che si propone il finanziamento di iniziative che operano nel campo dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile, dei servizi sociali, della cultura e della cooperazione internazionale, che già da tempo ha scelto e intrapreso la strada della sostenibilità, nella convinzione che l’ambiente e il pianeta vadano rispettati, che sia necessario tutelare i diritti degli uomini e dei popoli, che l’obiettivo da perseguire sia un futuro equo e sostenibile per tutti.

L’economia sostenibile è considerata dagli esperti del settore come l’unica via percorribile per uscire dalla crisi che stiamo attraversando, l’unica che mostra di tenere in questa fase difficile a livello globale e di avere capacità di crescita da un punto di vista strettamente economico promettendo sviluppo e nuova occupazione.

A partire dall’ambito finanza e risparmio. Basti pensare a Banca Etica l’unica banca italiana che opera secondo i principi della finanza etica e si dedica interamente al finanziamento di realtà dal grande valore sociale e ambientale. Nata quasi come un’utopia dieci anni fa, oggi è la terza banca etica europea e ha una raccolta di risparmio che supera i 580 milioni di euro; a questi si aggiungono gli oltre 230 milioni di euro di patrimonio affidato alla società di gestione del risparmio collegata, Etica sgr. Attualmente Banca Etica sta finanziando più di 3.500 iniziative di economia sociale per oltre 450 milioni di euro.

Un sistema, quello della finanza etica, che anche a livello mondiale dimostra di avere buoni “numeri”, se si pensa che undici sue istituzioni (riunite nella Global Alliance for Banking on Values) hanno attività per 10 miliardi di dollari e 7 milioni di clienti in venti Paesi.

La responsabilità delle aziende cresce insieme all’aumento di attenzione da parte dei consumatori.
Crescono i prodotti e le aziende certificate bio ed ecosostenibili, e salgono anche i fatturati dei relativi settori: non solo per quello del food (agricoltura biologica), ma anche per il no food, in particolare per la cosmesi e per il tessile.

Il solo Icea-Istituto di certificazione etica e ambientale leader in Italia, conta oggi oltre 12.000 aziende in Italia, con un incremento del 68% dal 2007 al 2008 per le sole realtà no food: + 39% per la cosmesi, + 190% per il tessile infine + 24% per l’edilizia. A registrare importanti risultati anche le vendite dei prodotti del commercio equo e solidale quelli a etichetta Fairtrade, marchio di certificazione dei prodotti equosolidali, hanno toccato il +20% in Italia, con un aumento del fatturato complessivo pari al 15%, ossia 43,5 milioni di euro nel 2008 contro i 39 milioni del 2007 (fonte: Globescan).

Fairtrade Italia attualmente certifica i prodotti di circa 100 aziende licenziatarie, presenti in circa 5000 punti vendita della piccola, media e grande distribuzione, e 55 gruppi di produttori.

Infine, anche il settore del turismo responsabile fa intravedere interessanti prospettive di sviluppo considerato che – secondo i dati di un’indagine realizzata da ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) per conto di “Fondazioni4Africa” e con il coordinamento della ong Cisv (Comunità Impegno Servizio Volontariato) e presentata proprio a Terra Futura -, oltre al 15,3% degli italiani che ha già fatto esperienza di turismo responsabile (vale a dire 7,2 milioni di persone), c’è un buon 23,1% del campione che si dichiara “molto interessato” e ben il 61,8% “abbastanza interessato”.

È un’economia che tra l’altro fa intravedere anche importanti potenzialità occupazionali. Secondo un recente documento stilato da Cgil-Legambiente, solo il settore delle rinnovabili, delle eoliche, del fotovoltaico e del solare vedrà un aumento dell’occupazione di 141.000 persone entro il 2020. E a queste vanno aggiunte le 350.000 che troverebbero impiego se si liberassero risorse per innovazione e tecnologia verde.

Le aziende eco-sostenibili, quelle dedicate alle energie rinnovabili, quelle che utilizzano il green come modello industriale, aumentano i loro fatturati e sono le uniche che nonostante la sfavorevole condizione economica e finanziaria dell’Europa riescono ad aumentare il loro fatturato e a godere delle proprie performance in Borsa. Cos’altro bisogna aggiungere?

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Un commento

  1. grazie per la segnalazione! stanno per arrivare i recentissimi dati sul venduto dei prodotti Fairtrade…continuate a seguirci! erano 49,5 milioni di euro nel 2010 e anche per il 2011 ci aspettiamo una crescita del 15%!

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