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Elezioni amministrative: anche a Bologna centrale la questione ambientale

Da un lato è già un risultato vedere i temi ambientali in bella evidenza nelle agende dei vari candidati: dall’altro forte anche il rischio di strumentalizzazione della questione ambientale con proposte ad uso e consumo puramente elettorale, destinate forse a cadere nel dimenticatoio una volta assolta la funzione di macchina da voti.

Elezioni amministrative: anche a Bologna centrale la questione ambientale

Quello che succede a Bologna nel 2011 non è molto diverso da quello che succede in tutti gli altri Comuni Italiani, dove non manca candidato che affermi di avere un occhio di riguardo per l’ambiente, ma la dialettica si è fatta particolarmente spinta a seguito della conferenza stampa del Pdl che ha presentato un progetto energetico basato sulla geotermia per far risparmiare la città sul consumo energetico. Fin qui tutto bene. Ma per accreditarsi sul fronte green il candidato sindaco leghista Manes Bernardini ha detto che neanche i verdi e i grillini avevano un progetto così ambientale. Per i verdi bolognesi, dunque, pure la beffa di vedersi rifilare lezioni dal rappresentante del partito che vuole portare il nucleare in Italia.

Non sono quindi mancate le accese repliche da sinistra, dove i verdi sono schierati con il candidato sindaco Pd Virginio Merola, che hanno ricordato i Ponti sullo Stretto, la scelta nucleare, il taglio ai parchi nazionali del governo di centro destra, che in sede locale tenta di darsi una patina verde.
Polemica che da il segno sempre più crescente (almeno a parole) della rilevanza politica (ed elettorale) dei temi ambientali anche nelle competizioni amministrative come quelle bolognesi.

E le proposte ambientaliste non mancano su tutti i fronti: Merola del Pd propone la pedonalizzazione totale del centro storico , fino a farne uno dei più grandi in Europa per la chiusura al traffico privato e inquinante. Una bella idea, ma difficilmente realizzabile visto che sono almeno 100 mila le persone che entrano e passano in centro a Bologna e molti sono anziani, mamme con bambini che forse non apprezzarono una soluzione così forte.

Il candidato del Movimento 5 Stelle Bugani naturalmente ha un programma gonfio di proposte (anche se in una interrogazione fatta ai candidati sindaci dal Corriere della Sera edizione Bologna ha dimostrato di avere qualche lacuna) che interessano fonti energetiche, piste ciclabili e soprattutto la critica al Civis. Il filobus sull’occhio del ciclone perché considerato ad alto impatto ambientale.

In gara c’è anche il civico Daniele Corticelli che critica il Civis (ma quando è stato approvato era il vice sindaco di Guazzaloca) e come soluzione per il traffico sostenibile propone la metropolitana. Però mancano i soldi. Poi propone di vendere le quote comunali di Hera per finanziare le opere, una posizione in contrastato con le posizioni del comitato per l’acqua pubblica.

In corsa pure un altro candidato civico: Stefano Aldrovandi (appoggiato però da Udc e Fli) che parla di ottimizzare i servizi di Hera e di inserire i tapis roulant nel centro storico. Però su Sirio (controllo elettronico del traffico in centro) vuole alleggerire le misure di controllo sul traffico. Insomma si vuole dare più libertà agli automobilisti in centro storico.

Il Pdl e la Lega, come anticipato, solo l’altro giorno hanno svelato il lato ecologista. Con il progetto geotermia, usato come un asso tirato fuori dalla manica contro i verdi, i grillini e la sinistra.

Insomma da un lato anche a Bologna i temi ecologici sono entrati nell’agenda di tutti i candidati a sindaco ma non mancano i rischi che vengano usati in chiave puramente elettorale.
Vedremo a chi andrà la fiducia dei bolognesi, lato nostro ricordiamo solo come per costruirsi credibilità ambientale servano anni e che basti anche un attimo per perderla… meditate candidati 😉

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