Energesco: un nuovo scandalo scuote il mondo delle rinnovabili

di Luca Scialò del 18 giugno 2011

Proprio in questi giorni è giunta in Parlamento un’interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, riguardante la presunta truffa dei «100 impianti in 100 Comuni d’Italia». Sulla vicenda si sono mosse diverse procure, in particolare quella di Frosinone, dove nessuno dei 187 firmatari del protocollo con Energesco ha visto l’impianto, e in Umbria, dove, dopo una verifica di alcuni cittadini, decine di pannelli sono risultati addirittura rubati e sono stati messi sotto sequestro in attesa di ulteriori accertamenti.

Energesco: un nuovo scandalo scuote il mondo delle rinnovabili

La presunta truffa dei «100 impianti in 100 Comuni d’Italia» coinvolge centinaia di persone che hanno contratto finanziamenti da circa 22mila euro per la realizzazione – il più delle volte mai avvenuta – di una pensilina fotovoltaica in giardino.
Nato il 31 luglio 2008 in un convegno a Fiuggi su iniziativa di Ener (Ente nazionale energie rinnovabili, una Onlus), del suo braccio operativo Energesco – con capitale sociale di 10.200 euro – e con il patrocinio ‘morale’ del ministero dell’Ambiente, il progetto prevedeva la realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici da 3 Kw. Attraverso una fitta rete di intermediari bene inseriti nelle realtà territoriali, l’Ener, nel giro di due anni, ha pubblicato decine di bandi in tutta Italia, patrocinati da centinaia di enti e istituzioni (comuni grandi e piccoli, comunità montane e altri).

Le condizioni proposte prevedevano che i clienti dovessero contrarre un finanziamento da 21.890 euro attraverso finanziarie indicate da Energesco che, oltre alla realizzazione dell’impianto in sei mesi, si assumeva l’onere di pagare tutte le rate, incassando in cambio i contributi del conto energia. In pratica, con una firma e un pezzetto di terreno, al cliente era promessa energia gratis senza pagare un euro.
Ma i ritardi nella realizzazione degli impianti hanno fatto insospettire i clienti, mentre i vertici Ener ed Energesco hanno fatto perdere le loro tracce e le finanziarie hanno iniziato a bussare alla porta degli utenti per incassare le rate mensili di circa 350 euro.

«Allo stato attuale, si calcola che siano un migliaio i ‘truffati’: 400 in Umbria, 180 a Frosinone, altrettanti a Udine e a Ragusa e altri, meno numerosi, nel resto d’Italia, che stanno pagando la loro scelta ecologica», si legge nell’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, presentata con la firma di quattro parlamentari dall’umbro Carlo Emanuele Trappolino. «L’ammontare complessivo della truffa è di circa 22 milioni di euro», scrivono i parlamentari. E, ad oggi, risultano disattivate le utenze telefoniche sia di Ener che di Energesco e le lettere vengono rispedite al mittente.

Federconsumatori, che rappresenta alcuni clienti, ha spiegato che le società finanziarie coinvolte nella vicenda sono quattro: Bbva, Santander, Fiditalia e Prestitempo.
L’unica ad aver commentato la vicenda finora è stata la spagnola Bbva, che in un comunicato ha detto di aver «regolarmente liquidato alla Energesco tutti gli importi relativi alle richieste di finanziamento accettate», premettendo di aver dato fiducia al progetto grazie al patrocinio del ministero dell’Ambiente. Per la finanziaria, «è esclusivamente l’Energesco a essersi resa inadempiente rispetto ai numerosi obblighi».
Alessandro Petruzzi, presidente di Federconsumatori Umbria, ha spiegato che «il comunicato Bbva è stato inoltrato nei giorni scorsi dalla Assofin a tutte le finanziarie associate», mentre la stessa associazione di categoria avrebbe convocato un tavolo per metà giugno con i quattro istituti coinvolti per mediare l’annullamento dei contratti di finanziamento e il rimborso delle rate, che in alcuni casi sono state sospese provvisoriamente.
Petruzzi ha invitato a intervenire anche Abi e Consob, mentre l’Agenzia provinciale per l’energia di Frosinone (Apef), che aveva indetto uno dei bandi, ha sollecitato l’intervento della Banca d’Italia.

Ma veniamo alle responsabilità del Ministero. Molti enti e istituzioni hanno nominato dei legali per seguire la vicenda e tutelare la propria posizione e la propria immagine. In un incontro di pochi giorni fa, la Federconsumatori ha dichiarato con chiarezza che lavorerà affinché ognuno si assuma le proprie responsabilità: «Perché hanno fatto dei bandi pubblici con una società dal capitale sociale così ridotto, senza chiedere una fideiussione come sarebbero tenuti?», ha detto Petruzzi.

L’interrogazione parlamentare ha chiesto conto al ministro Prestigiacomo del «patrocinio ‘morale’ del convegno promosso da Ener», e di come «intenda tutelarsi rispetto alla diffusione di notizie che in ogni caso hanno indotto enti locali e cittadini ad aderire con ampia fiducia a un progetto che, in alcune realtà, è risultato non conforme a quanto proposto».

Tutt’altra storia invece in Germania, il cui Governo liberal-democristiano, nel mese di marzo scorso, all’indomani del disastro di Fukushima, ha dichiarato di voler presentare un nuovo piano energetico che consenta alla Paese di uscire gradualmente dall’utilizzo del nucleare. I ministeri dell’Ambiente e dell’Economia hanno cercato di immaginare come la Germania potrebbe fare a meno dei suoi 17 impianti atomici in tempi relativamente brevi. Emerge che in questa eventualità l’energia eolica e le centrali a gas dovrebbero assumere un ruolo preponderante.
Nel Rapporto (dettato forse anche dalla necessità di tranquillizzare l’opinione pubblica a fronte del disastro giapponese, tant’è che vari scetticismi sono sorti in seno allo stesso Governo) il Governo democristiano-liberale guidato da Angela Merkel mette l‘accento sulla necessità di costruire nuove reti elettriche per trasportare l’energia prodotta da mulini a vento e pannelli solari; di introdurre nuovi incentivi economici per la realizzazione di edifici ecologici; di chiedere alla banca pubblica KfW di offrire prestiti agli investitori specializzati in energie rinnovabili. Soffermiamoci su quest’ultimo punto.

La banca pubblica tedesca di Sviluppo KfW (acronimo di Kreditanstalt für Wiederaufbau) in soli due anni e mezzo – ovvero dal gennaio 2006 a giugno 2008 – ha erogato prestiti a tasso agevolato per oltre un miliardo di euro per l’installazione del fotovoltaico. Ciò ha dato una propulsione positiva per una preferenza in favore dell’energia rinnovabile, continuata anche negli ultimi anni. In Italia invece non si è ancora diffusa la cultura del risparmio energetico e del rispetto dell’ambiente partendo proprio da un consumo sostenibile fin da casa propria. Vuoi per una scarsa attenzione degli italiani verso queste tematiche (da non confondere con la mera affluenza al referendum dei giorni scorsi); vuoi per un’ancora poco incisiva politica ecologica da parte del Governo; vuoi per le truffe che troppo spesso aleggiano nel nostro Paese. Vedi sopra.

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salvo luglio 5, 2011 alle 8:23 pm

Ah :-))
Grazie per avercelo fatto notare, correggiamo subito la svista!

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daniel luglio 5, 2011 alle 7:49 pm

forse volevi dire 3 kw , ho capito che lei si intende!

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