Energia dalle onde: un nuovo metodo a pistoni idraulici

di Eryeffe del 9 dicembre 2013

La forza sprigionata dal moto ondoso di mari e oceani rappresenta una fonte energetica rinnovabile ancora poco sfruttata ma che secondo il Dipartimento per l’energia degli Stati Uniti potrebbe coprire il 15% del fabbisogno energetico americano entro il 2030.

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L’intenzione, dunque, è di mettere in campo tutte le risorse tecnologiche necessarie per consentire alla centrali elettriche di catturare l’energia prodotta dalle correnti marine e trasformarla in elettricità pronta all’uso. Una missione non certo semplice da portare a termine, visto che le attuali tecnologie a disposizione si basano sullo sfruttamento di un unico asse che presuppone un movimento ondoso unidirezionale per generare una quantità di potenza sufficiente.

La sfida, dunque, è più che mai aperta e già da tempo solletica la fantasia di ingegneri ed esperti del settore impegnati nella progettazione di dispositivi che riescano a centrare l’ambizioso obiettivo. Uno di loro è il britannico Sam Etherington che ha messo a punto un dispositivo a pistoni idraulici in grado di assorbire l’energia prodotta dal movimento naturale dei flutti marini. Il sistema, infatti, sfrutta sia le depressioni che i picchi delle onde provenienti da qualsiasi direzione, la cui forza viene catturata e trasformata in energia da una lunga catena di pistoni collegati fra loro, che si flettono a catena cavalcando ogni sommità o avvallamento delle onde.

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Allo stesso tempo, i pistoni lavorano simultaneamente per movimentare un fluido idraulico posto all’interno di ogni cilindro dando vita ad una pressione che viene immagazzinata in appositi accumulatori e liberata nel motore idraulico.

Il sofisticato prototipo messo a punto grazie alla collaborazione della Lancaster University ha già ottenuto un prestigioso riconoscimento (James Dyson Award) e una cospicua somma di denaro che servirà a perfezionare il dispositivo e avviare un’ultima e decisiva fase sperimentale.

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