Energia solare: in Germania grid parity già dal 2013

di Roberta Razzano del 31 agosto 2012

Chi frequenta questo sito, avrà sicuramente sentito parlare di “grid parity”, ma un piccolo ripasso di questo importante concetto non guasta mai.
Quando si parla di grid parity (letteralmente parità d’impianto) si intende il momento in cui l’energia elettrica prodotta con metodi alternativi (tipicamente energie rinnovabili) ha lo stesso costo dell’energia tradizionale acquistata da rete elettrica.

Energia solare: in Germania grid parity già dal 2013

Esistono studi, analisi matematiche e modelli statistici che dimostrano che questo momento è lontano a venire, eppure, per fare un esempio negli Stati Uniti stati come la California e le Hawaii smentiscono ogni previsione e si ritrovano a pagare l’energia solare tanto quanto quella convenzionale.

L’Europa non è da meno, e così, la virtuosa Germania, da sempre schiava del nucleare, annuncia al mondo, che secondo alcune recenti stime, raggiungerà la grid parity entro il 2013 e che spegnerà il suo ultimo reattore entro il 2022: non solo, la Germania, da qui al 2014, prevede di raddoppiare la quantità di energia solare prodotta.

Questi significativi dati si inseriscono nel quadro della dichiarazione fatta da Jeremy Rifkin, consigliere del governo tedesco e dell’Unione Europea sui cambiamenti climatici e sulla sicurezza energetica, all’agenzia stampa Reuters: “Molti paesi raggiungeranno la grid parity entro il 2015. Credo che  entro il 2020 il mondo non avrà più bisogno di sovvenzioni per l’energia solare”.

È possibile che tanti esperti si siano sbagliati? Possiamo credere che tutto questo sia reale?
La risposta ci arriva da uno studio finanziato dal Canada’s Queen University il cui autore, Joshua Pearce, considera “prudenti e antiquati” i modelli usati fino ad oggi per la valutazione dei costi del fotovoltaico.
L’errore di calcolo, spiega Pearce, deriva principalmente dal fatto che non si è tenuto conto che le industrie del solare sono molto simili a quelle del computer per le quali “più loro fanno meno noi paghiamo”, al punto che, proprio come per i computer, si parla di una vera e propria legge di Moore per l’energia solare; l’aumento di nuove tecnologie, sempre più economiche e più produttive ha spinto la concorrenza a livelli altissimi dimezzando i costi di produzione grazie ad una domanda sempre più pressante.
Un circolo virtuoso che ha permesso in soli dieci anni (dal 2000 al 2010) di incrementare la produzione di energia elettrica mondiale derivante da impianti fotovoltaici da 0,26GW a 16,1GW .

La grid parity, dunque, non è più un’utopia, ma una verde realtà sempre più vicina e palpabile a cui anche noi italiani aspiriamo; del resto perché pagare per le centrali a carbone o per le instabili centrali nucleari quando l’energia più conveniente può arrivarci dal tetto?

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paolo de gregorio settembre 5, 2012 alle 6:31 pm

e da qui, se ce ne fosse bisogno, si ricava la serietà e capacità tedesca dei governanti contro l’idiozia, la mancanza di lungimiranza de nostri governanti che hanno favorito mafie e speculatori ostacolando con difficoltà burocratiche la diffusione della microgenerazione e della solarizzazione per rendere autosufficienti le imprese

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