Equinozio d’autunno 2026: oggi cambia la stagione, ma non succede esattamente quello che pensiamo
Il 23 settembre segna l’inizio astronomico dell’autunno nell’emisfero nord: ecco cosa accade alla Terra, alla luce e alla natura

Oggi, 23 settembre 2026, è il giorno dell’equinozio d’autunno. In Italia il passaggio astronomico è avvenuto alle 2:05 del mattino locali, corrispondenti alle 00:05 UTC (Tempo Coordinato Universale), e questo è l’istante preciso in cui il Sole attraversa l’equatore celeste dirigendosi verso sud.

Da questo momento comincia ufficialmente, dal punto di vista astronomico, l’autunno nell’emisfero nord. Ma l’equinozio d’autunno è molto più di una semplice data sul calendario: modifica progressivamente la quantità di luce che riceviamo, accompagna i cambiamenti nelle piante e negli animali e, nello stesso momento, inaugura la primavera dall’altra parte del pianeta.
Sommario
- Cosa succede esattamente durante l’equinozio
- Giorno e notte sono davvero uguali?
- Da oggi cosa cambia davvero
- Cosa cambia per piante e alberi
- E gli animali?
- Mentre da noi arriva l’autunno, altrove comincia la primavera
- Una giornata particolare anche ai Poli
- Perché nel 2026 cade il 23 settembre e non sempre il 21
- Una curiosità del cielo di settembre 2026
- L’equinozio non porta automaticamente il freddo
- Altro sulle stagioni e gli astri
Cosa succede esattamente durante l’equinozio
La Terra ruota attorno al Sole con il proprio asse inclinato di circa 23,5°. È proprio questa inclinazione a determinare il susseguirsi delle stagioni.
Durante l’equinozio di settembre si verifica una situazione particolare: nessuno dei due emisferi è inclinato in modo predominante verso il Sole e il punto della superficie terrestre sul quale il Sole si trova verticalmente passa sull’Equatore.
È un momento astronomico preciso, non un’intera giornata.
Nel 2026 è avvenuto alle 00:05 UTC del 23 settembre, quindi alle 2:05 in Italia, dove è ancora in vigore l’ora legale. Curiosamente, in buona parte delle Americhe l’equinozio è avvenuto quando era ancora il 22 settembre, semplicemente per effetto dei fusi orari.
Giorno e notte sono davvero uguali?
È probabilmente la curiosità più interessante dell’equinozio: giorno e notte non sono esattamente di 12 ore ciascuno.
La parola equinozio deriva dal latino e richiama l’idea di una ‘notte uguale’, ma nella realtà il giorno dell’equinozio conserva qualche minuto di luce in più. E succede principalmente per due motivi.
- Alba e tramonto vengono calcolati considerando il bordo superiore del disco solare e non il suo centro.
- La rifrazione atmosferica è un effetto che curva leggermente la luce e ci permette di vedere il Sole qualche minuto prima che sia realmente sopra l’orizzonte e qualche minuto dopo che sia sceso sotto di esso.
A Milano, per esempio, oggi il Sole sorge intorno alle 7:11 e tramonta verso le 19:19, per una durata complessiva del giorno di circa 12 ore e 8 minuti.
Il giorno in cui luce e buio si avvicinano davvero alle 12 ore viene chiamato equilux e cade generalmente qualche giorno dopo l’equinozio autunnale alle nostre latitudini.
Da oggi cosa cambia davvero
Il cambiamento più evidente è quello delle ore di luce.
Nelle prossime settimane nell’emisfero nord il Sole seguirà un arco sempre più basso nel cielo, sorgerà più tardi e tramonterà progressivamente prima. È il percorso che ci porterà fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre 2026.
Il passaggio non avviene però all’improvviso. L’equinozio rappresenta semplicemente un punto preciso lungo una trasformazione iniziata già dopo il solstizio di giugno.
A Milano, in questi giorni, la durata della luce diminuisce di poco più di 3 minuti al giorno.
Cosa cambia per piante e alberi
Per il mondo vegetale la durata del giorno è uno dei grandi segnali stagionali.
Molte piante reagiscono al progressivo accorciamento delle giornate rallentando la crescita e preparandosi ai mesi più freddi. Nelle specie decidue diminuisce gradualmente la produzione di clorofilla: il verde lascia spazio ai pigmenti gialli, arancioni e rossi già presenti o prodotti nelle foglie.
L’equinozio non provoca quindi direttamente la caduta delle foglie, ma arriva nel periodo in cui fotoperiodo, temperature e disponibilità di luce iniziano a cambiare abbastanza da influenzare numerosi processi biologici.
Ed è per questo che, proprio nelle settimane successive, molti paesaggi dell’emisfero nord iniziano a cambiare colore.
E gli animali?
Anche molti animali utilizzano la durata del giorno come una sorta di calendario naturale. L’accorciamento delle giornate contribuisce a sincronizzare fenomeni stagionali come:
- migrazioni
- riproduzione
- cambiamento del mantello
- accumulo di riserve energetiche
- preparazione al letargo
Naturalmente temperatura, disponibilità di cibo e condizioni meteorologiche giocano a loro volta un ruolo importante.
Mentre da noi arriva l’autunno, altrove comincia la primavera
L’equinozio che avviene a settembre è un ottimo promemoria del fatto che le stagioni non sono uguali in tutto il mondo.
Mentre Italia, Europa, Nord America e gran parte dell’Asia entrano nell’autunno astronomico, nell’emisfero australe comincia la primavera.
Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Argentina e Cile iniziano quindi il percorso opposto: le giornate diventano progressivamente più lunghe e il Sole sale più in alto nel cielo.
All’Equatore, invece, la variazione della durata del giorno è molto più piccola durante l’anno.
Una giornata particolare anche ai Poli
L’equinozio assume un significato ancora più spettacolare alle estremità della Terra.
- Vicino al Polo Nord, il Sole sta iniziando il lungo tramonto che conduce alla notte polare.
- Al Polo Sud avviene invece il contrario, ed il Sole torna sopra l’orizzonte e inizia il periodo della luce continua.
Sono gli effetti più estremi dello stesso fenomeno che alle nostre latitudini percepiamo semplicemente come giornate più corte.
Perché nel 2026 cade il 23 settembre e non sempre il 21
Un’altra convinzione diffusa è che l’autunno inizi sempre il 21 settembre. In realtà l’equinozio può cadere il 22 o 23 settembre e, molto più raramente, in date vicine.
La ragione è che l’anno astronomico non dura esattamente 365 giorni: l’anno tropico è di circa 365 giorni e 6 ore. Il calendario gregoriano e gli anni bisestili servono proprio a compensare progressivamente questa differenza.
- Nel 2025 l’equinozio di settembre era avvenuto il 22 settembre alle 18:19 UTC
- Nel 2026 arriva invece il 23 settembre alle 00:05 UTC
- Nel 2027 cadrà ancora il 23 settembre, ma alle 06:01 UTC
- Nel 2028 cadrà il 22 settembre, alle 11:45 UTC
Una curiosità del cielo di settembre 2026
L’equinozio non modifica improvvisamente il cielo notturno, ma coincide con un periodo di transizione molto evidente.
Le costellazioni estive restano ancora visibili nelle prime ore della sera, mentre progressivamente compaiono quelle caratteristiche dell’autunno. Anche il Sole, giorno dopo giorno, raggiunge a mezzogiorno un’altezza sempre più bassa sull’orizzonte.
È uno dei motivi per cui settembre dà spesso la sensazione di un vero cambio di ritmo: non cambia soltanto la temperatura, cambia soprattutto la luce.
L’equinozio non porta automaticamente il freddo
Vale infine la pena chiarire un altro punto.
L’equinozio è un evento astronomico e non determina direttamente il meteo. Una giornata del 23 settembre può quindi essere molto calda oppure già decisamente autunnale.
L’atmosfera risponde con tempi propri, e mari e continenti continuano a restituire il calore accumulato durante l’estate.
Per questo l’inizio dell’autunno astronomico e quello che percepiamo come “vero autunno” possono non coincidere affatto.
E forse è proprio questo il fascino dell’equinozio: non è una porta che si chiude di colpo sull’estate, ma il punto preciso in cui il nostro pianeta cambia lentamente direzione verso una nuova stagione.
Altro sulle stagioni e gli astri
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Ultimo aggiornamento il 23 Settembre 2026 da Rossella Vignoli
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