Expo 2015 Milano

Expo 2015: costerà 12 miliardi ma l’Erario ne incasserà altrettanti. Sarà così?

L’Expo 2015 come noto verrà ospitata dalla città di Milano tra il 31 marzo e il 23 novembre 2015.
Si tratterà indubbiamente di uno straordinario evento universale, che vedrà coinvolti 175 paesi stranieri, e che intende dare visibilità al settore dell’alimentazione, raccogliendo tematiche già sviluppate in precedenza e riproponendole alla luce dei nuovi, allarmanti scenari globali, al centro dei quali emerge con forza il tema del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta.

Expo 2015: costerà 12 miliardi ma l’Erario ne incasserà altrettanti. Sarà così?

Il motto della Expo, infatti, è Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, e include tutte le problematiche che riguardano l’alimentazione, dalla mancanza di cibo per alcune zone del mondo, al tema dell’educazione alimentare, per arrivare fino alle tecnologie legate agli OGM.

Già sede di un’altra Expo storica nel 1906, dedicata al tema dei trasporti, Milano si è aggiudicata ufficialmente questa nuova candidatura il 31 marzo 2008.

Da allora, nonostante la sua breve e assai recente storia, l’Expo ha già fatto molto parlare di sé.
Per quale ragione?
I costi. Molto, molto alti.
Per rendersene conto, pur senza essere dei tecnici o degli esperti di bilancio, è sufficiente scorrere la relazione del tesoriere al rendiconto economico finanziario per l’EXPO 2015 al 31 dicembre 2007, quando i giochi per l’assegnazione della candidatura di Milano erano ancora aperti.
Si dettagliano spese per oltre 4 milioni di euro, investiti esclusivamente in attività promozionali, spese di viaggio, ospitalità, pubbliche relazioni: giusto per fare un esempio, basti pensare che il modellino e il video promozionale sono costati solo 114.600 euro!

Bazzecole, ad ogni modo, visto che la stima dell’investimento finale previsto è già lievitata dai 4,5 miliardi di euro, calcolati nel 2007, ai quasi 12 miliardi di euro attuali.
Cifre da capogiro, dunque, ma facili da raggiungere, se si pensa che solo la progettazione del sito ufficiale è costata 1,5 milioni di euro, arredi e pc sono costati 500mila euro e un altro paio di milioni di euro sono stati spesi in consulenze, promozione e marketing. Per non parlare dei costi di gestione della società (Expo 2015 è infatti una S.p.a.), che contava 99 dipendenti alla fine del 2009 (e un super stipendio di 450.000 euro all’ex manager Lucio Stanca, poi dimessosi dall’incarico), dislocati in 3 palazzine in affitto che costano 400mila euro l’anno, nonostante il Comune di Milano avesse messo gratuitamente a disposizione Palazzo Reale.

Solo per il sito espositivo, un’area di 1,1 milione di metri quadrati in zona Rho-Pero su cui verranno realizzati i padiglioni espositivi su progetto dell’architetto Massimiliano Fuksas, l’investimento previsto è pari a 1,7 miliardi di euro, cui si devono aggiungere tutte le altre spese per le grandi opere di viabilità (M4 e M5) e di connessione ferroviaria, oltre ad una serie quasi infinita di piccoli interventi urbanistici.

E’ notizia di questi giorni una dichiarazione del Premier Silvio Berlusconi che avrebbe precisato che, pur a fronte delle spese elevate per l’Expo 2015, sarebbe previsto “un gettito finale analogo per lo Stato e per gli Enti Locali”, facendo intendere che il bilancio dello Stato non sarà quindi sottoposto ad oneri insostenibili, come invece era stato paventato da alcuni organi di stampa.
Da parte loro, inoltre, il Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli e il governatore della Lombardia Roberto Formigoni garantiscono la fine dei lavori addirittura entro la fine del 2014, visto che tutte le opere pare stiano procedendo nei tempi stabiliti.

A prescindere da tutte le considerazioni di carattere economico e politico, crediamo però che sia lecito porsi, in tutta onestà, una domanda: non suona davvero paradossale che vengano stanziati investimenti di una tale portata per l’organizzazione di un evento dedicato a riflettere, in sintesi, sul problema della cattiva distribuzione delle risorse e sulla piaga della fame nel mondo?

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button