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FAI+WWF vs cementificazione selvaggia: la lotta contro il consumo del suolo italiano

FAI e WWF hanno presentato in un incontro a Milano un interessante dossier sul consumo del suolo dal titolo quanto mai allarmante: “Terra rubata, viaggio nell’Italia che scompare “.

FAI+WWF vs cementificazione selvaggia: la lotta contro il consumo del suolo italiano

I dati riportati delineano una situazione fortemente a rischio ai danni dell’ambiente. Ogni giorno 75 ettari di terreno vengono strappati alla natura per scomparire sotto ampie distese di cemento. La sempre maggiore preoccupazione di edificare anche in zone in cui non sarebbe concesso ha portato negli ultimi 50 anni alla scomparsa di 600.000 ettari di suolo.

Le cause principali vengono rinvenute nell’abusivismo edilizio e nelle attività estrattive delle cave: dal 1948 ad oggi si contano 4 milioni e mezzo di abusi e solo nel 2006 sono state scavate 375 milioni di tonnellate di inerti e 320 milioni di tonnellate di argilla, calcare, gessi e pietre ornamentali.

FAI e WWF sono pertanto intervenute per richiamare l’attenzione sulle inevitabili conseguenze prodotte dalla mano disattenta dell’uomo: i terreni sono maggiormente soggetti a frane, smottamenti, desertificazione, alluvioni e instabilità.

E questo si ripercuote sulla sicurezza dell’uomo, basti pensare alle recenti esondazioni a Genova e all’alluvione delle 5 Terre.

Il dato che più incuriosisce è che a questa moda della cementificazione a tutti i costi non corrisponde un evidente bisogno di garantire un tetto ad una popolazione in crescita, tanto che le analisi condotte su 11 regioni italiane hanno dimostrato come il fenomeno abbia interessato anche quei piccoli comuni soggetti a spopolamento!

Le due associazioni hanno presentato anche una road map con delle linee di intervento utili ad arginare l’espansione del fenomeno. Innanzitutto si propone di incentivare i controlli per rilevare i casi di abusivismo edilizio, tutelare le risorse naturali con delle norme più severe, verificare i cambi di destinazione d’uso in accordo con il rispetto dell’ambiente, procedere alle operazioni di bonifica dei siti inquinati.

Negli ultimi anni il nostro Paese è stato scosso da violenti fenomeni naturali che sempre si sono verificati nella sua lunga storia, ma che hanno seminato morte e distruzione. Nella maggioranza dei casi gli ingenti danni si sarebbero potuti limitare se solo si fossero rispettate le norme di costruzione edilizia e di preservamento del territorio.

Quanto ancora dovremmo aspettare per fare in modo che la nostra vita e quella del pianeta diventino diritti irrinunciabili?

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Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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