Ford lavora sul cocco per sostituire i derivati del petrolio nella costruzione delle auto

di Arianna Zizzi del 25 novembre 2011

Le diverse case automobilistiche, negli ultimi anni, hanno cominciato a sintonizzare i propri concetti di progettazione sull’ecocompatibilità. Alcune si sono dedicate soprattutto alla costruzione di auto elettriche, altre su veicoli ibridi, altre ancora su motori a basso consumo ed emissione di diossido di carbonio e infine altre sulla costruzione di automobili dotate di materiali riciclabili di base biologica ed ecocompatibili. E’ quest’ultimo il caso che ha interessato maggiormente la statunitense Ford.

Ford lavora sul cocco per sostituire i derivati del petrolio nella costruzione delle auto

Ad esempio, nel corso degli anni, i veicoli Ford si sono dotati di cuscini ergonomici fatti di schiuma a base di semi di soia, cruscotti in schiuma all’olio di ricino, filamenti di paglia di frumento per le parti in plastica, resine riciclate per i substrati della sottoscocca, filamenti riciclati per i copri sedili, etc… Ora l’azienda, in collaborazione con la Scott Miracle-Gro Company, sta sperimentando l’uso della fibra di cocco per la costruzione di componenti dei veicoli che andrebbero a sostituire quelli fatti in plastica derivante dal petrolio.

La Scott Miracle-Gro è una società statunitense che utilizza ogni anno circa 35000 tonnellate di fibre di cocco per la manutenzione di parchi e giardini. Ricava da queste fibre un terriccio che ha la capacità di trattenere circa il 50% di acqua in più e di rilasciare quest’ultima gradualmente in relazione alle necessità delle piante. Molti gusci di cocco per problemi di qualità, vengono scartati dall’azienda in quanto non sono opportuni per la produzione di terriccio. Ed è qui che entra in gioco la Ford in quanto tali cocchi scartati possono essere utilizzati per la produzione di diversi componenti automobilistici come rivestimento delle portiere e sedili, contenitori di vario tipo e porta bicchieri.

Le fibre di cocco, oltre a costituire un indubbio vantaggio ambientale, presentano anche note positive per il veicolo nello specifico in quanto producono componenti più leggeri, rispetto ai soliti fatti di plastica derivante dal petrolio, che consentono di ridurre i consumi del veicolo in fase di spostamento. Inoltre creano finiture più naturali ed una texture di un piacevole design d’insieme.

A quanto pare questa è la classica situazione win-win, cioè è un progetto che apporterebbe miglioramenti sia alla casa automobilistica, sia all’azienda produttrice di materiale a fibre di cocco e soprattutto all’ambiente. Questa tecnologia innovativa e rinnovabile consentirebbe di ridurre la forte dipendenza dal petrolio e i consumi sia in fase di produzione che in fase di smaltimento in quanto si ridurrebbero notevolmente l’immissione di rifiuti automobilistici.
Aspettiamo di vedere cosà potrà riservarci il mercato automobilistico del futuro, le prospettive sono più che buone.

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