Fotovoltaico: ma conviene davvero ?

di Manlio del 4 dicembre 2010

Fotovoltaico: ma conviene davvero ?

La domanda appare provocatoria ma ci viene posta da moltissimi lettori che sono disorientati sul tema.

Fotovoltaico: ma conviene davvero ?

Oggi cercheremo di esporvi un caso completo per capire davvero la convenienza:

Immaginiamo uno studio medico con un alto consumo di energia (bollette fino a 700 euro al mese), con un terrazzo di 100 metri quadri, che potrebbe ospitare un impianto da 4,6 kwp.

Per la fornitura di 20 pannelli in policristallino con specifica struttura di sostegno è sufficiente investire una somma non superiore ai 17 mila euro.

Altri 1.500 si spendono per il progetto, il materiale documentale e quanto necessario alle procedure Enel, GSE e comunali per l’allaccio; considerata l’IVA, sfioriamo quindi quota ventimila euro.

Va aggiunto poi il costo per l’assemblaggio, che richiede una giornata di lavoro all’elettricista,  potrebbe aggirarsi sui 700 euro.

Una volta operativo l’impianto, il risparmio sulla bolletta raggiungerà il migliaio di euro annui, (chiaramente dipende anche dalla posizione geografica, che vede le località a Sud più privilegiate, il posizionamento e l’orientamento dell’impianto e tutti gli altri fattori che possono incidere sulla insolazione dei pannelli fotovoltaici) mentre ogni  anno, per ben due decenni, arriveranno sul conto corrente circa tremila euro di incentivi statali (ma con i tagli governativi previsti saranno sempre di meno purtroppo).

Dato che i pannelli durano in media un trentennio come vita media, è evidente che il fotovoltaico oggi è molto conveniente.

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Manlio dicembre 5, 2010 alle 9:33 am

Ciao Beatrice, quello del cattivo isolamento è una cosa che comporta costi maggiori sia in caso di fonti di energia rinnovabili che non.
Quello che non si dice e che magari avrei fatto bene a dire è che questo è il quadro oggi. In prospetttiva, invece, il fotovoltaico è destinato a diventare assai più conveniente in virtù del crollo dei prezzi dei pannelli: si prevede un -40% nei prossimi cinque anni, con incrementi nella resa, da meditare…

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beatrice spirandelli dicembre 4, 2010 alle 2:50 pm

non è così vero.. dipende se l’involucro dello studio è buono o meno.. se è in cattive condizioni conviene prima risanare l’edifcio per impedire dispersioni di colari e poi investire per produrre energia da fotni rnnovabili.. altrimenti l’energia prodotta va dispersa attraverso porte e finestre, almeno da un pnto di vista concettuale.. in pratica il calcolo della convenienza dovrebbe implicare l’analisi energetica dell’edicio in quanto ci porrebbero essere azioni ancor più convenienti dal punto di vista del rednimento finanziario e dei tempi di ammortamento…

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