Categories: Notizie

La frutta più ricca di antiossidanti è quella bio

Sapete che la frutta più ricca di antiossidanti è quella biologica? Pare proprio di sì. Secondo la più aggiornata ricerca scientifica gli alimenti biologici, rispetto a quelli tradizionali, conterrebbero una maggior quantità di composti antiossidanti, utili per migliorare la nostra salute, e una minor presenza di metalli tossici e pesticidi.

Passare a un’alimentazione biologica gioverebbe al nostro benessere quanto il consumo di una o due porzioni di frutta e verdura fra le cinque raccomandate al giorno. Stiamo parlando di un significativo miglioramento della nostra alimentazione.

La ricerca è stata condotta dal gruppo di lavoro del professor Carlo Leifert dell’Università di Newcastle e ha preso in esame 343 studi, in diversi paesi del Mondo, che hanno analizzato le differenze tra frutta, verdura e cereali coltivati con metodi tradizionali e biologici. Lo studio revisionato è stato pubblicato dall’autorevole British Journal of Nutrition ed è apparso in diversi siti accademici.

I risultati rilevano quanto il metodo di coltivazione influisca sulla qualità del nostro cibo e della nostra salute.

Gli antiossidanti sono sostanze che rallentano o prevengono il processo di ossidazione che genera radicali liberi in grado di danneggiare le informazioni codificate nelle cellule e alterarne le membrane.  Lo stress ossidativo è considerato una delle possibili cause di molte malattie. Gli antiossidanti possono agire da barriera protettiva delle cellule, ma occorre sapere che non sono intercambiabili, difatti ognuno ha proprie caratteristiche chimiche e proprietà biologiche.

Dato che le piante producono antiossidanti per contrastare gli attacchi dei parassiti è probabile che i livelli più alti di antiossidanti, riscontrati dal gruppo di Leifert nelle colture biologiche, derivino dalla mancanza di additivi chimici.

SCOPRI: I 15 più puliti: frutta e verdura con pochi pesticidi

La ricerca ha sollevato reazioni contrastanti degli esperti del settore. In particolare il professor Sanders del King’s College di Londra si è chiesto quanto i risultati fossero indicativi dal punto di vista nutrizionale e ha ritenuto sopravvalutati i dati forniti. Tenendo presente che nei cereali biologici è stato rilevato un quantitativo minore di proteine rispetto a quelli coltivati in modo convenzionale, Sanders ha dichiarato di non avere l’impressione che con un alimentazione biologica ci si possa nutrire meglio. Secondo il professore londinese l’aspetto principale da tenere presente è l’importanza del consumo di frutta e verdura indipendentemente dal tipo di coltivazione che le ha prodotte.

Bisogna considerare, in realtà, che mangiando un prodotto biologico si ottiene la garanzia che questo non venga coltivato con l’impiego di additivi chimici che nel tempo si accumulerebbero nel nostro organismo.

Nel Regno Unito, ad esempio, l’agricoltura biologica è stata utile per risolvere problemi quali degrado del suolo e inquinamento dei fiumi causato dai fertilizzanti.

Le pubblicazioni scientifiche attuali mancano di prove evidenti circa il maggior valore nutritivo degli alimenti biologici, ma il loro consumo riduce l’assunzione di residui di pesticidi e l’esposizione a batteri resitenti agli antibiotici.

MA ANCHE: La sporca dozzina: chi tra frutta e verdura assorbe maggiormente

Leifert si è difeso dalle critiche suscitate dalla sua ricerca, ritenendole imparziali. Nonostante non si conosca ancora il potenziale impatto sulla salute dell’aumento di antiossidanti nel lungo periodo, affermare che esistono ancora poche prove a sostegno della sua tesi non significa che non ve ne siano.

Anche se per Sanders la presenza di maggiori o minori livelli di cadmio rilevati nello studio sono dovuti dal tipo di suolo, Leifert ha sottolineato come ciò avrebbe significato ipotizzare che in partenza le coltivazioni biologiche sarebbero state impiantate su terreni poveri di cadmio e viceversa quelle tradizionali su terreni con livelli elevati. Inoltre sebbene i maggiori livelli di cadmio riscontrati nelle colture tradizionali, rispetto a quelle biologiche, siano rientrati nei limiti consentiti, occorre tenere presente che la sostanza si accumula nel corso degli anni all’interno del corpo e sarebbe opportuno evitare di assumerla.

In conclusione non esiste la certezza che una dieta basata su cibi biologici garantisca una salute migliore, ma è stato dimostrato che gli alimenti  con alti livelli di antiossidanti comportano non pochi benefici. Se quindi si desidera assumere quantitativi maggiori di antiossidanti ed evitare l’assunzione di additivi chimici è fortemente consigliabile optare per un’alimentazione biologica.

Outbrain

Share
Published by
Diana Marchiori

Utilizziamo i cookie insieme ai nostri partner per personalizzare i contenuti e gli annunci pubblicitari, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico.