Gas di scisto, il nuovo carburante naturale?

di Marco del 14 gennaio 2011

L’unica possibilità per salvaguardare l’ambiente dalle emissioni prodotte dall’utilizzo sempre più eccessivo del petrolio e del carbone è trovare una valida alternativa a queste fonti di energia. Di recente è riemersa come valida alternativa il gas di scisto, anche in seguito ai miglioramenti del processo di estrazione ed alla diminuzione dei costi relativi, grazie ai forti investimenti degli Stati Uniti anche se permangono forti interrogativi come potete leggere in quest’articolo: Pericolo gas di scisto: peggio del carbone!.

Gas di scisto, il nuovo carburante naturale?

L’utilizzo di gas di scisto consente di ridurre il surriscaldamento globale sia rispetto al carbone che al petrolio, producendo una minor quantità di gas serra e sopratutto permettendo quindi di ridurre, anche in un futuro immediato, le importazioni di benzina.

Ma che cos’è esattamente il gas di scisto? Lo scisto  è una roccia sedimentaria,  detta scistosa in quanto si sfalda secondo piani paralleli. La rottura di questa roccia, particolarmente ricca di materiale organico, consente l’estrazione di gas naturale, detto appunto di scisto, che si trova alla profondità di circa mille metri.

Fino a circa dieci anni fa questo tipo di roccia, molto diffusa in varie parti del mondo, non veniva utilizzata allo scopo di estrarvi del gas, sono stati poi gli Stati Uniti a trovare una tecnica di rottura che consente di estrarre il gas orizzontalmente.

Il processo di estrazione consiste nel fratturare le rocce, sparando nei pozzi acqua mista a sabbia e sostanze chimiche. La positività di questo gas naturale potrebbe dunque essere minacciata dal pericolo di inquinamento delle falde acquifere. Il processo di frattura, infatti, prevedendo l’immissione nel terreno di sostanze chimiche, potrebbe causare incidenti, che a volte ad onor del vero si sono già verificati.

L’altra difficoltà è dovuta all’estrazione orizzontale, che, a differenza di quella verticale, prevede numerosi fori orizzontali e di conseguenza può essere effettuata in zone poco popolate, che in Europa non sono molto comuni.

Attualmente, infatti, non abbiamo molti dati riguardo la possibilità di estrazione di questo gas naturale in Italia, e dunque non è ancora prevedibile se l’uso del gas di scisto si diffonderà o meno nella nostra nazione, che dovrebbe importarlo dall’estero.

Il gas di scisto comunque cambierebbe la geopolitica mondiale del gas: mentre ora i paesi più ricchi di gas naturale sono Russia ed Iran, secondo recenti stime gli Stati Uniti ne sarebbero ricchissimi con  mille trilioni di metri cubi mentre in Europa ne sarebbero presenti duecento trilioni.

Il tema come potete intuire è assolutamente strategico, vi segnaleremo tutti i possibili aggiornamenti.

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pia marzo 8, 2011 alle 4:25 pm

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