Gli ebook sono veramente amici dell’ambiente?

di Carlo Magni del 24 Maggio 2011

I primi cinque mesi del 2011 confermano quanto ipotizzato lo scorso anno da esperti e osservatori delle nuove tendenze in ambito editoriale, in merito al fenomeno e-book:

Gli ebook sono veramente amici dell’ambiente?
  • editori che iniziano a proporre un catalogo di libri elettronici sempre più ampio e variegato;
  • lettori che iniziano – seppur timidamente – ad avvicinarsi agli e-readers, i dispostivi elettronici portatili attraverso i quali dedicarsi alla lettura dei formati digitali con cui vengono pubblicati gli e-books;
  • siti web e bloggers vari che dedicano montagne di bytes al mondo dei libri elettronici.

Gli editori, del resto, guardano ora al fenomeno e-book con più ottimismo, vedendo nel formato digitale del libro un nuovo modo di fruire i prodotti editoriali, attraverso un’esperienza di lettura differente ma dalle innumerevoli potenzialità. Entusiasmo, tra l’altro, dovuto anche alla concreta possibilità che l’e-book trasformi il libro in un prodotto ecosostenibile, la cui produzione non dovrebbe più richiedere l’uso di carta e quindi l’abbattimento di numerosi alberi.

Non volendo affrontare le numerose questioni legate al futuro dell’editoria e dei libri in particolare, si vuole invece capire quanto ecosostenibile sia, in effetti, un e-book. Alcune società hanno effettuato delle ricerche volte a capire quanto l’e-book possa incidere sull’ambiente. Fra gli studi più interessanti, citiamo quello del Cleantech Group, società di consulenza finanziaria, specializzata nella green economy, che si sofferma sull’impatto ambientale del Kindle, l’e-reader targato Amazon, uno dei prodotti maggiormente diffusi – soprattutto negli States – per la lettura di e-books.

Secondo i dati raccolti dal Cleantech Group, il ciclo di vita di un e-book è maggiormente sostenibile rispetto a quello di un libro cartaceo. Sono stati, infatti, considerati parametri come la quantità di emissioni di CO2, l’uso di materie prime e il consumo di energia necessaria per la produzione.

Lo studio stima in circa 125 milioni gli alberi abbattuti nel 2008 per le produzioni editoriali del solo mercato americano e indica che le emissioni di anidride carbonica di un e-reader vengono compensate dal mancato abbattimento di migliaia di alberi l’anno.

A favore degli e-book si è pronunciato – nei mesi scorsi – anche William Gibson, il massimo esponente del genere letterario noto come cyberpunk, che non ha esitato a definire “folle” la produzione e la distribuzione di libri cartacei dal punto di vista ecologico. Opinione condivisibile, d’altronde, soprattutto in considerazione del fatto che l’invito a non sottovalutare l’impatto ambientale dell’editoria e pensare di cambiare le proprie abitudini di lettura arriva da uno dei più grandi scrittori fantascientifici, per ripensare totalmente la produzione e il consumo di prodotti editoriali rispettando l’ambiente.

Voi che ne pensate?

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