Categories: Risparmio energetico

I consumi energetici dei principali elettrodomestici

In passato abbiamo affrontato il tema dei consumi energetici degli elettrodomestici presenti nelle nostre abitazioni al fine di individuare le opzioni più efficaci di risparmio energetico tra le mura domestiche. Infatti i consumi degli elettrodomestici sono assai difformi tra le varie tipologie e classi energetiche. Oggi approfondiamo proprio questo tema.

I valori di riferimento per le classi energetiche variano da un elettrodomestico all’altro (i valori indicati derivano da test medi di laboratorio):

• Per il frigorifero la classe A consuma 300 kWh all’anno, mentre la classe C ne consuma fino a 560; in particolare un frigorifero da 300 litri con un kWh funziona per 16 ore se è in classe C, per 43 se è in classe A++.

• Per la lavatrice, la classe A consuma meno di 247 kWh all’anno, mentre la classe C ne consuma fino a 351; in particolare per un lavaggio a 60° di un carico di 5 kg, la classe C consuma 1,2 kWh, mentre la classe A+ ne consuma 0,8.

• Per la lavastoviglie, la classe A consuma meno di 232 kWh all’anno, mentre la classe C ne consuma fino a 319; in particolare per un lavaggio, la classe C consuma 1,30 kWh, mentre la classe A non va oltre 1.02 kWh.

• Per il forno elettrico, la classe A consuma tra i 60 e i 100 kWh all’anno ( a seconda della dimensione del forno stesso), mentre la classe C ne consuma tra i 100 e i 140.

• Per il condizionatore, la classe A consuma meno di 891kWh all’anno, mentre la classe C ne consuma fino a 1018.

In media, il risparmio sulla bolletta energetica è di circa il 30 % se si sceglie un elettrodomestico di classe A o superiori, ma, come visto sopra, questo è un valore medio, ci sono differenze tangibili tra i diversi tipi di elettrodomestico.

Futuri sviluppi del sistema delle etichettature energetiche.

Sempre in tema di consumi energetici, va ricordato come la Commissione  UE sta già lavorando affinché vengano al più presto adottate o aggiornate le etichette energetiche per condizionatori d’aria, asciugatrici, bollitori e aspirapolveri.

In futuro, poi, l’etichetta energetica dovrà essere applicata anche ai prodotti per uso commerciale o industriale che consumano energia (celle frigorifere, display e distributori automatici), così come ai prodotti che non consumano energia, ma hanno “un significativo impatto, diretto o indiretto” sui risparmi energetici (ad esempio finestre con doppi vetri e porte esterne).

Il 20 dicembre 2010 sono state infatti introdotte le nuove etichette energetiche, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente la consapevolezza di pubblico ed industria attorno ai consumi.

La strada verso un consumo energetico consapevole e responsabile passa in fatti anche da qui.

Outbrain

View Comments

Share
Published by
MaryPz

Utilizziamo i cookie insieme ai nostri partner per personalizzare i contenuti e gli annunci pubblicitari, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico.