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I dieci VIP che difendono le foreste pluviali

Il nostro pianeta un tempo era coperto per il 14% da grandi foreste pluviali. Oggi questa percentuale si è più che dimezzata, scendendo al 6% e molti VIP, sfruttando la propria popolarità, si stanno impegnando per sensibilizzare le persone nei confronti di questo disastro ambientale. Ecco i dieci più attivi, elencati in ordine casuale.

I dieci VIP che difendono le foreste pluviali

FOTO: Scopi le 10 creature più curiose della foresta pluviale

FOTO: Scopri i 10 VIP in favore della foresta pluviale

Sting

L’ex leader dei Police e la moglie Trudie Styler, sono entrambi grandi sostenitori della difesa della foresta pluviale. Per questo hanno fondato un’apposita associazione: la Rainforest Foundation International (RFI) nel 1989. La fondazione lavora a stretto contatto con il cantante nel cercare di affrontare i bisogni e le preoccupazioni delle comunità locali, proteggere i loro diritti e l’ambiente, ed educare tutto il mondo su quanto sia importante questa regione. Non solo per le sue risorse rinnovabili ma anche per coloro che vi abitano. Il cantante ha inoltre tenuto un concerto di beneficenza nel maggio 2010, che comprendeva altre popstar come Lady Gaga e Elton John.

Marion Cotillard

Lo scorso anno l’attrice francese è stata protagonista di un documentario web girato da Greenpeace in Congo, sulla devastazione delle foreste pluviali. Il film ha fatto conoscere agli spettatori il saccheggio incessante ad opera della Repubblica Democratica del Congo per ricavare, in cambio del prezioso legno, dei semplici sacchi di sale. Il legno è venduto ad un prezzo elevato ma chi lavora per tagliarlo è pagato meno di 1 dollaro al giorno.

Ian Somerhalder

Il giovane e promettente attore del serial The Vampire Diaries, ha creato una fondazione per la causa delle foreste: The Ian Somerhalder Foundation (ISF) per insegnare ai bambini cosa sono le energie rinnovabili, la salvaguardia degli animali e, naturalmente, delle foreste pluviali.

Il sito web della fondazione snocciola alcuni dati sulle conseguenze di questo fenomeno: il 36% delle specie sulla terra sono a rischio di estinzione e la causa principale di tale riduzione sono i farmaci, poiché 1 su 3 deriva dalle piante. La distruzione delle piante genera ovviamente anche l’estinzione dei farmaci stessi, stimata nella perdita di un farmaco sparito ogni 2 anni.

L’ultimo viaggio dell’attore per la difesa delle foreste pluviali è stato in Australia, insieme a Nina Dobrev, l’altra vampira della celebre saga. Ian ha anche lanciato un concorso per progettare una T-shirt.

Il Principe Carlo d’Inghilterra

Forse è uno dei più grandi difensori al mondo della foresta pluviale. Ha avviato il Prince Rainforest Project (PRP) nel 2007. Secondo il sito, il progetto ha due scopi: “Il primo, di individuare incentivi adeguati per incoraggiare le nazioni a rallentare il processo di deforestazione. Il secondo, per aumentare la consapevolezza del legame tra foreste e cambiamenti climatici“. Dal momento che le foreste pluviali sono responsabili per l’assorbimento di circa un quinto di tutte le emissioni antropiche di CO2, il principe Carlo ha ragione nel temere che la rapida distruzione delle foreste provochi un pericoloso accumulo di gas, con conseguente cambiamento del clima che colpirà tutti gli esseri viventi: persone, animali, vegetazione. Il principe spera di fare della deforestazione un ricordo del passato anche spingendo ad utilizzare energie alternative.

Vivienne Westwood

La stilista, creatrice del guardaroba punk insieme a Malcom McLaren, è una grande sostenitrice di tutte le foreste, sia che si trovino in Amazzonia che nel Regno Unito, e lavora duramente per promuovere la conoscenza delle risorse della terra in via di estinzione. Ha anche ideato una linea di t-shirt per aiutare a diffondere la consapevolezza ambientale.

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Pamela Anderson

Come noto, l’ex-bagnina di Baywatch è una grande sostenitrice dei diritti degli animali e anche del loro habitat. Già nel 2009 aveva fatto da testimonial alla campagna per salvare le foche indetta dalla PETA (People for Ethical Treatment of Animals) e ha anche fatto un appello al primo ministro canadese per cessare questa pratica. La Anderson è nota anche per azioni molto plateali. Per il 70esimo compleanno di Vivienne Westwood, Pamela le ha regalato 35 ettari di foresta pluviale, consegnati direttamente nelle mani delle comunità indigene. Salvandoli così da ulteriori deforestazioni.

Lily Allen

L’anno scorso, la popstar ha visitato l’Amazzonia in collaborazione con il WWF per aiutare la conservazione della foresta pluviale.Il viaggio le è servito per tastare in prima persona la distruzione della zona e visitare gli indigeni che ne sono stati coinvolti. Allen ha anche visitato una fabbrica di preservativi che impiega quasi 500 persone e incoraggia l’uso di materiale che non intaccano gli alberi. Anche se Lily vorrebbe fare tutto il possibile per promuovere uno stile di vita più verde, si rende conto di quanto sia difficile in un posto come Londra.  Afferma infatti: “Ho cercato di mettere i pannelli solari su casa mia ma mi è stato impedito. Voglio riciclare ma il Westminster Council non mi ha mai consegnato le borse per il riciclaggio. Tutto questo mi fa impazzire! A casa di mio padre a Stroud sono molto più eco.”

Lily elogia gli sforzi del Rainforest Rescue Sky, che invita tutti a donare 3 euro al mese per sponsorizzare mezzo ettaro di foresta e 20 euro per salvare oltre 1.000 alberi. A causa delle dimensioni enormi della foresta pluviale, la cantante inglese è consapevole che tali cifre sono ovviamente insufficienti.

Richard Branson

Il fondatore della Virgin ha visitato un cospicuo numero di foreste pluviali, comprese quelle in Costa Rica e Bali, ed è un convinto sostenitore del Rainforest Project del Principe Carlo d’Inghilterra. Branson ha una coscienza del presente ma anche del futuro, perché non vuole pensare a un mondo in cui vivranno i suoi figli e nipoti senza foreste ed altre bellezze naturali. Per il patron della Virgin noi occidentali abbiamo distrutto le foreste e dunque dobbiamo essere noi a ripristinarle.

James Cameron

Il regista di Titanic ha cercato un approccio diverso per salvare la foresta pluviale, grazie al suo blockbuster Avatar. Infatti il suo film ha come ambientazione la foresta pluviale brasiliana ed è una metafora della lotta dei popoli indigeni. Cameron ha utilizzato esclusivamente la computer graphic per il suo progetto, proprio per il timore che “le riprese all’interno della foresta pluviale avrebbero danneggiato l’ambiente“. Avatar rispecchia molto la realtà di oggi. Senza essere troppo predicatorio, Cameron è stato capace di coivolgere il pubblico con la storia della battaglia dei Na’vi contro le società minerarie. Il sospetto è che sia una metafora del reale conflitto tra le multinazionali e gli abitanti della foresta pluviale.

Il regista vuole usare il suo film per sensibilizzare le persone sulle problematiche delle comunità pluviali brasiliane. Il sito web di Avatar parla anche delle questioni ambientali e ha sponsorizzato la riforestazione di quasi un milione di alberi in tutto il mondo in occasione della Giornata della Terra.

Sigourney Weaver

L’attrice 61enne è da lungo tempo una nota ambientalista e appassionata sostenitrice di cause ecologiste ed animaliste. Oltre ad essere presidente onoraria del Dian Fossey Gorilla Fund, ha accompagnato James Cameron in un tour di protesta contro il distruttivo progetto della diga di Belo Monte. E’ altresì la voce narrante di documentari come “Acid Test” e la splendida serie “Planet Earth” su Discovery Channel. Lo scorso giugno, per il suo zelo ambientalista, la Weaver è stata insignita del prestigioso premio Rachel Carson al National Audubon Society 2011. Se lo è meritato tutto, aggiungiamo noi!

FOTO: Scopi le 10 creature più curiose della foresta pluviale

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Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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