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I parassiti diventano più resistenti con le colture OGM?

Brutte notizie per i sostenitori delle colture geneticamente modificate. Una recente ricerca scientifica pubblicata sui ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ condotta dal dipartimento di entomologia dall’Università agraria dell’Arizona rivela che molte specie di parassiti stanno dimostrando un adattamento agli OGM del tutto inaspettato, sviluppando così una grande resistenza alle tossine ecologiche utilizzate.

Negli ultimi anni, infatti, diverse tipologie di colture come il mais e il cotone, sono state oggetto di interventi bioingegnieristici per tentare di eliminare l’uso di pesticidi che oltre a distruggere i parassiti nocivi minacciavano la biodiversità.

Ma le manipolazioni genetiche hanno fatto in modo che queste piante iniziassero a produrre anche delle tossine – le cosiddette tossine Bt derivate dal batterio Bacillus thuringiensis – che distruggono i parassiti ‘cattivi’ ma sono del tutto innocue per quelli non nocivi e per l’uomo.

Il punto è che i ricercatori hanno osservato una resistenza e un adattamento sempre maggiore da parte di diverse tipologie di parassiti a queste tossine.

Il caso emblematico è fornito dai parassiti del cotone come l’Helicoverpa armigera, particolarmente diffusa in Cina, che di fronte alla tossina Bt dimostra una mutazione dominante.

Il rischio dunque è che per tentare di difendere le colture dai parassiti e prevenire l’uso di pesticidi dannosi alla salute e all’ambiente la bioingegneria stia dando vita a parassiti ancora più forti. Vale la pena rischiare?

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Published by
Erika Facciolla

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