I predoni delle spiagge sarde: dalla Spiaggia Rosa di Budelli a quelle del Golfo di Orosei

di Massimiliano del 28 Giugno 2011

AGGIORNAMENTO: l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ci ha segnalato che sta provvedendo a denunciare penalmente i fautori dell’incursione alla Spiaggia Rosa, una buona notizia quindi.

I predoni delle spiagge sarde: dalla Spiaggia Rosa di Budelli a quelle del Golfo di Orosei

Spiaggia rosa, immortalata dal regista Michelangelo Antonioni in un film cult come “Deserto Rosso”, 170 ettari di macchia mediterranea e sabbia di un’isola dal fascino esotico nel Nord della Sardegna. E’ l’isola di Budelli che custodisce la celebre spiaggia. Chiusa da anni ai turisti predoni che un sacchetto oggi, un sacchetto domani la stavano per trasformare in un arenile brutto anatroccolo: dai riflessi rosa a quelli grigi.

Chiusa per proteggerla, un miracolo nella traballante politica ambientale italiana, ma sempre nelle mire dei cafoni.  Nonostante sia protetta per far parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena.

Gli ultimi predoni non sono italiani, “razza” sempre derisa, ma i più politicamente corretti inglesi. Un gruppo di pubblicitari che qualche settimana fa sono calati nell’isola con set fotografico e modelle. Tutto per uno spot pubblicitario con divani e poltrone trasportate da un mega panfilo. Insomma rispetto zero per la mitica spiaggia. E alla fine scoperti e denunciati gli “invasori” se la sono cavata con una multa di poche decine di euro.  Meno del violare la Ztl in qualche città italiana. Per di più il lavoro era finito, le immagini non sono state sequestrate e i pubblicitari, sempre che non via sia una denuncia del Parco, potranno vendere il loro lavoro. A basso costo e senza pagare (veramente) per aver preso d’assalto il paradiso naturalistico.

Ma l’episodio di Budelli non è unico. Qualche anno fa un’agenzia di viaggi della Costa Smeralda vendeva ai vippastri vari della costa escursione notturne verso le spiagge del Golfo di Orosei, nella costa di Cala Gonone. Cene (salate) a lume di candela con tanto di tavoli, stoviglie di classe, camerieri in livrea in spiagge deserte. Una pratica ad alto costo, poca rispettosa dell’ambiente e che fu interrotta grazie alla ribellione dei locali che mandarono via vippastri e servitù dagli incantevoli arenili. Naturalmente la notizia ebbe eco mediatico.

E proprio la settimana scorsa i ladri di sabbia si sono materializzati a Cabras, nella spiaggia di Is Aruttas: sono stati scoperti e bloccati, fortunatamente, colti con in mano i granelli di quarzo. Importante il caso di questa spiaggia. A Is Aruttas  a Cabras, dove non mancano i cartelli con i divieti, il sindaco ha anche vietato con ricche sanzioni di lasciare i mozziconi di sigarette. Eppure, lo stesso dei turisti sono stati prima fotografati e poi denunciati per aver rubato i granelli di quarzo: “Servivano per tenere fermo l’ombrellone”. Questa la loro incredibile difesa, durata poco.

Ma sono centinaia le infrazioni che si ripetono continuamente nelle spiagge dell’isola (e non solo in Italia) e sono pochi i “predoni” della spiaggia che vengono scoperti e denunciati dal Corpo Forestale.  Turisti scoperti con sacchi di pietruzze marine che portano a casa come souvenir. Incuranti del danno ambientale creato. Spesso i sassolini che vengono prelevati sono utilizzati per “arredare” gli acquari domestici.  Brutta pratica estetica che spesso viene multata solo con poche decine di euro. La razzia val bene la multa.

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