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Alimenti biologici: il bio che viene da lontano non ti dà una mano!

Cibo biologico fa rima con cibo sano, naturale e soprattutto a km zero. E chi compie una scelta simile, decide di affidarsi alla produzione locale, privilegiando frutta e verdura di stagione con la certezza che non siano stati usati prodotti chimici durante la fase di coltivazione.

Alimenti biologici: il bio che viene da lontano non ti dà una mano!

Tuttavia sembra che nell’ultimo periodo la voglia di espandere sul mercato i prodotti biologici per accaparrarsi una sempre maggiore clientela, stia provocando qua e là del disorientamento.

A sollevare la questione è David Agren, giornalista del New York Times, che il 30 dicembre ha pubblicato un articolo dal titolo “Organic Agriculture May Be Outgrowing Its Ideals” (L’agricoltura biologica sta perdendo forse i suoi ideali?). Se sul banco del mercato – ragiona Agren – sono disponibili pomodori, basilico e peperoni quando le temperature esterne sfiorano gli zero gradi, evidentemente si tratta di prodotti di importazione.

Il Dipartimento dell’Agricoltura li certifica come biologici ma tanto “bio” non ci sembrano se vengono importati dalle zone calde, venendo meno a uno dei principi basilari della coltivazione biologica ovvero la produzione in loco. Attualmente la richiesta di export da parte degli USA per i pomodori del Messico, Cile e Argentina è talmente elevata che le varie cooperative agricole si sono viste costrette ad impiantare dei sistemi di irrigazione forzata per garantire una produzione massiccia.

Le piccole aziende biologiche non riescono a sostenere ritmi così elevati per cui devono necessariamente farsi da parte. In più c’è da ricordare che la pratica sfrenata delle monocolture e l’ipersfruttamento dell’acqua necessaria alla coltivazione si rivelano a lungo andare dannosi per il terreno stesso.

Come spesso accade, quando i guadagni sono allettanti, si finisce col perdere di vista i principi fondanti di un progetto. Le leggi del mercato sono spietate e se la competitività non è disciplinata da un corretto approccio alla produzione si degenera in mero business, al punto che gli ideali dell’agricoltura biologica rischiano di diventare solo un vago ricordo.

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Alessia

Nata in Abruzzo nel 1982, si trasferisce a Roma per conseguire una laurea e un master in psicologia, ma dopo una decina d'anni rientra nel suo piccolo paese ai piedi della Majella, fuggendo dalla vita metropolitana. Attualmente coniuga l'attività di psicologa libero professionista con la passione per la scrittura, un hobby coltivato sin dalle scuole superiori. Collabora con la redazione di Tuttogreen dal 2011, cura un blog personale di taglio psicologico e scrive articoli per un mensile locale. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi, riscoprendo le antiche tradizioni d'un tempo.

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