Il Giappone vuole passare dal nucleare al solare: al via i primi progetti di grandi impianti solari

di Claudio Riccardi del 25 aprile 2012

Via il nucleare, avanti il sole per soddisfare la fame d’energia nipponica. Dopo l’incidente avvenuto a Fukushima nel marzo 2011, il governo giapponese ha deciso un deciso cambio di strategia per quanto concerne l’approvvigionamento energetico.

Il Giappone vuole passare dal nucleare al solare: al via i primi progetti di grandi impianti solari

Nel momento in cui scriviamo solamente uno dei 54 reattori presenti in Giappone è attivo: tutti gli altri stanno sostenendo costi per una maggiore messa in sicurezza o stanno per essere dismessi. Il sostanziale spegnimento del nucleare nipponico ha un improvviso calo della produzione energetica nazionale nello scorso anno (il Giappone fino all’incidente di Fukushima dipendeva dal nucleare per circa il 30% dell’energia consumata), con un drastico aumento del ricorso all’importazione dall’estero.

Per recuperare una quota significativa di energia prodotta in casa, a Tokyo hanno deciso di puntare anche sulle rinnovabili, mettendo in cantiere progetti di diversa scala: non ultimo tra questi, l’investimento di 25 miliardi di yen (l’equivalente di 310 milioni di dollari) per realizzare un mega-impianto solare da 70 megawatt.

Il parco da record  –  il più grande mai realizzato nel paese nipponico – occuperà 127 ettari di terreni (oggi inutilizzati)  nei pressi di Kagoshima, sull’isola di Kyushu. Grazie all’installazione di 290 mila pannelli solari si potranno soddisfare le esigenze di 22 mila nuclei familiari.

La decisione di abbandonare il nucleare e riversare risorse sulle rinnovabili è certamente lodevole e siamo convinti che nel lungo periodo sarà quella migliore per il benessere della popolazione e dell’ambiente. Sarà una lunga strada per il Giappone, ma siamo convinti che i giapponesi sapranno essere da esempio anche in termini di diffusione di una cultura eco-sostenibile a tutti i livelli.

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