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Il Poligono dell’Uranio Impoverito? Chiudiamolo. Proposta di riconversione ecologica ed economica per il Salto di Quirra

Sarà ancora da dimostrare scientificamente la pericolosità dell’uranio impoverito, ma è tutta da spiegare l’alta mortalità tra le gente del posto: in ogni caso, la novità è la Regione Sardegna intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo (l’inchiesta della Procura di Lanusei è ancora in corso) che vede sul banco degli imputati la sostanza incriminata (e naturalmente chi ha permesso il suo uso) utilizzata nel poligono militare di Quirra, nella costa sud orientale della Sardegna.

Il Poligono dell’Uranio Impoverito? Chiudiamolo. Proposta di riconversione ecologica ed economica per il Salto di Quirra

Ma la vera notizia è che dalla Regione, in prima linea il Partito Sardo D’Azione, si vogliono chiedere i danni per “aver sporcato” (dice il leader Giacomo Sanna) che si traduce in “hanno inquinato”. Ma non solo: c’è anche che si vorrebbe chiudere (o chiedere la chiusura) la base militare e calare in questi piccoli paesi (espropriati per uso militare di una fetta preziosa del territorio) un progetto di sviluppo alternativo  a quello basato sulla “servitù militare”.

Idea non facile visto che la popolazione comunque “campa” dalla presenza dei militari. Ma un futuro diverso è possibile. In Sardegna negli ultimi anni su questo capitolo qualcosa si è mosso: la dismissione del carcere di massima sicurezza dell’Asinara (le celle della struttura hanno ospitato i capi storici delle Brigate Rosse, boss di spicco della Camorra e della Mafia ma anche Borsellino e Falcone per scrivere protetti gli atti del maxi processo contro la mafia) che oggi accoglie turisti, guide escursionistiche e operatori del turismo verde che piano piano stanno costruendo un modello di sviluppo alternativo. Poi La Maddalena (diventato Parco nazionale della Maddalena nel 1994) dove gli americani hanno abbandonato uffici e base. Idea diventata realtà con l’ex Governatore Renato Soru che poi con il G8 (trasferito come tutti sappiamo a L’Aquila) voleva lanciarlo come sito di turismo sostenibile (ma c’è ancora tanto da bonificare). Anche se nell’ordine del giorno approvato in Consiglio regionale  si fa riferimento al fatto che non bisogna fare come a La Maddalena con la concessione dei terreni (L’arsenale militare alla Mita della Marcegaglia) a grossi investitori pronti a fare utili ma a imprenditori che permettano forti ricadute per la popolazione locale.

Insomma, meno basi militari più hotel (anche se non sempre sono sinonimo di sostenibilità) e sentieri per escursioni. Sogno, miraggio, utopia concreta o possibilità reale? A parte gli annunci (in politica hanno una data di scadenza molto relativa) si può registrare la lodevole intenzione.

Intanto i pastori della zona sono pronti alla resistenza. Non vogliono condividere lo sfratto dai terreni vicini al poligono di tiro imposto dalla magistratura, provvedimento preso all’interno dell’inchiesta, perché non sanno dove mettere il bestiame. Ovvero urge una soluzione per chi non vuole essere vittima due volte: prima della servitù militare e oggi dello sfratto (pur motivato) da parte della Magistratura.

Seguite tutto lo sviluppo della vicenda di Quirra tramite i link qui sotto:

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Un commento

  1. In realtà nessuna traccia di uranio è stato trovato sui bersagli impiegati nelle esercitazioni! …difficilmente sarà possibile trovarne nel territorio, infatti finora nessun rilievo ne ha dimostrato la presenza. …forse non sapete che il territorio è inquinato d metalli pesanti, …ma non sono certo legati alla presenza della base! Non sarà certo la sola interdizione della baia di Capo San Lorenzo a bloccare lo sviluppo turistico della zona, ma per favore!! Ne tanto meno la piana del cardiga! Perchè è di queste due piccole aree che si parla…

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