Il problema della Svezia? Non produce abbastanza spazzatura…

di Claudio Riccardi del 9 ottobre 2012

Ci sono paesi, come l’Italia, che periodicamente devono far fronte all’incapacità di raccogliere e smaltire la propria spazzatura. E così, in alcuni casi, i sacchi si accumulano al bordo delle strade, dando sfondo a ‘cartoline’ che certo non giovano all’immagine tricolore nel mondo.

Ma ci sono anche paesi che vivono la situazione opposta. In Svezia, per esempio, i rifiuti finiscono regolarmente quasi tutti in potenti inceneritori ma questo paradossalmente non basta. L’efficace programma di riciclo attivato dal governo impone che le ciminiere brucino quotidianamente elevati quantitativi di scarti. C’è anche da dire che la popolazione svedese conta solo 9 milioni di abitanti e l’Italia ben 60 milioni.

Così, la ricerca di nuovi scarti spinge la Svezia oltre confine, per garantirsi la necessaria quantità. Solo in questo modo si può permettere la produzione dell’energia termica ed elettrica distribuita poi alle utenze civili e industriali del paese. Una tendenza, quella verso il sostentamento eco-compatibile, sempre più spinta da Stoccolma.

Per raggiungere l’obiettivo si devono così importare rifiuti dai paesi vicini. Un filo diretto è attivo soprattutto con la Norvegia, quantitativi importanti arrivano anche dai paesi dell’Europa centrale, e persino dalla regione Campania. Facendo i conti, in totale fanno 800.000 tonnellate di rifiuti conferite da fuori confine, il che si traduce anche in rilevanti guadagni per le casse svedesi.

DIBATTITO: Inceneritori: mostruosità o alternativa inevitabile alle discariche?

Incenerire i propri scarti impone alla Svezia che ogni potenziale rischio debba essere evitato. Infatti il processo di combustione, se da un lato limita la produzione di metano da decomposizione, dall’altro rilascia sostanze nocive, che devono essere accuratamente filtrate, e si deve tener conto anche delle ceneri, che contengono diossina e metalli pesanti. In soccorso delle ciminiere svedesi arriva allora la Norvegia, che restituisce il favore ed accoglie tra le sue discariche speciali i residui pericolosi post-incenerimento.

Una scelta di questo tipo comporta determinati limiti e non sempre è la migliore, il dubbio su quale sia la soluzione migliore tra incenerire o riciclare è sempre aperto. Ma ricordiamoci che l’unione, come si suol dire, fa la forza.

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Danilo Pulvirenti ottobre 9, 2012 alle 1:49 pm

Vi invito a leggere il mio post sul blog. L’incenerimento è una tecnologia stupida ed obsoleta! Oggi bisogna ripensare gli oggetti in modo che non siano un rifiuto I Rifiuti NON esistono!

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