Il ritorno delle navi a vela, diventano cargo ecologici

di Claudio Riccardi del 13 Luglio 2012

Il futuro delle navi potrebbe ripartire dal passato. Gli elevati prezzi del carburante, ma soprattutto gli incidenti e i disastri ambientali accaduti negli ultimi tempi – il caso Costa Concordia è ancora troppo fresco per non essere ricordato – hanno suggerito ai progettisti del settore lo sviluppo di tecnologie alternative alla tradizionale locomozione in acqua a motore.

Il ritorno delle navi a vela, diventano cargo ecologici

Alcuni ingegneri pensano che la soluzione potrebbe arrivare dalle vele, e dall’energia completamente rinnovabile del vento. Una forza che ha sospinto navi grandi e piccole per secoli e secoli.

Quella che può sembrare una boutade anacronistica è invece un piano di ricerca concreto, che già da qualche tempo vede coinvolta la società irlandese B9 Shipping. Un team di esperti è all’opera per realizzare una nave da trasporto dalle altissime vele verticali, in grado di garantire velocità di crociera che nulla hanno da invidiare alle controparti tradizionali a motore.

L’ispirazione arriva da due imbarcazioni degli anni ’60, lo yacht Maltese Falcon di Perini Navi e il concept Dynaship, capaci di registrare velocità pari a 25 nodi. Un potenziale che potrebbe garantire oltre il 60% della navigazione, per la parte restante si ipotizza l’implementazione di propulsori a bio-gas, deputati soprattutto a offrire spinta in caso di difficili condizioni atmosferiche.

Come precisato dal management dell’azienda, al momento queste navi potrebbero coprire brevi tragitti lungo i corridoi ventosi dell’oceano, ma se il concept si rivelasse vincente non si esclude l’apertura ad altri tipi di utilizzi.

Per un parco imbarcazioni sempre più votato all’eco-compatibilità.

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