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Il salmone transgenico presto sulle nostre tavole?

E’ un salmone-frankenstein che cresce alla velocità doppia di un salmone normale quello che la Food and Drug Administration starebbe per autorizzare negli Stati Uniti. Non è un b-movie o un film di fantascienza, ma la realtà: sono già stati autorizzati dalla FDA ben cinque dei sette dossier presentati dalla azienda che produce il salmone OGM, la AquaBounty Technologies, che da circa dieci anni sta portando avanti il piano di commercializzare il suo prodotto.

Il salmone transgenico presto sulle nostre tavole?

Ora l’AquaBounty si mostra ottimista e confida di potere strappare l’approvazione finale della FDA nei prossimi mesi e portare il suo salmone transgenico sulle tavole degli americani entro il prossimo Natale.

Ma cos’è questo salmone OGM di preciso? E’ un salmone in cui un gene – su 40.000 – è stato modificato al fine di regolarne diversamente la crescita: se nei salmoni prodotti da madre natura il gene che controlla la produzione di ormoni della crescita è attivato dalla luce (cosa che fa sì che il salmone cresca soprattutto d’estate), nel salmone OGM dell’AquaBounty questo gene lavora tutto l’anno. In questo modo, il salmone OGM arriva alle dimensioni per poter essere commercializzato in meno della metà del tempo rispetto ai salmoni naturali, 16 mesi contro 3 anni.

Il salmone OGM non presenta gusto o dimensioni diverse da un salmone normale, ma ovviamente ha acceso un dibattito notevole: perfino all’interno della DFA sta prendendo piede il partito di chi vorrebbe imporre un’etichetta che attesti la provenienza OGM del salmone, in contrasto con l’incredibile norma federale che non richiede alcun tipo di marchio differenziato per le colture transgeniche già da tempo sugli scaffali dei supermercati in America.

Spaccata anche l’opinione pubblica: se in Italia – secondo un sondaggio di Coldiretti – tre cittadini su quattro sono incondizionatamente contrari ai cibi transgenici, in U.S.A. l’orientamento è più ambiguo. Se da un lato la maggioranza degli americani crede che nel lungo termine il cibo OGM sia una panacea per l’economia e la fame nel mondo, nell’immediato crescono i timori per la sua sicurezza e si sta facendo strada la consapevolezza della necessità di un’etichetta ad hoc per tutti i prodotti di provenienza OGM.

Lato nostro, non possiamo che ribadire la nostra opinione sul cibo geneticamente modificato: non è pensabile ed ammissibile che venga portato sulla tavola dei consumatori cibo di provenienza OGM senza che sia stato provato scientificamente, su larga scala che non esiste alcuna conseguenza, nè di breve, nè di lungo termine, per la salute delle persone, cosa che nel caso del salmone OGM ci sembra molto lontana dall’essere provata. Speriamo che questa sperimentazione sulla pelle dei cittadini non abbia conseguenze nefaste.

[Photo by: www.nytimes.com]

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