Il sistema Hyst: come ricavare energia e cibo dalle biomasse agricole per i paesi in via di sviluppo

di Gianluca Pretorino del 14 maggio 2011

Il sistema Hyst, progettato dall’ingegnere Umberto Manola, è stato studiato negli ultimi 40 anni ed ha fatto il suo ingresso nel mercato internazionale nel giugno del 2010, posizionandosi come progetto a favore dell’ ecosostenibilità.

Questo sistema è in grado di trasformare le biomasse agricole (paglia, cruscame e scarti vegetali )  in farina separando la fibra di cellulosa (non commestibile) e trasformandola in amido (commestibile).

Inoltre la tecnologia Hyst (Hypercritical separation technology) consente di ricavare dagli scarti dell’industria alimentare componenti per la produzione di bioetanolo (alla base dei biocarburanti), sostenendo così la produzione di energia pulita alternativa senza alterare comunque le coltivazioni, fattore determinante nelle critiche ai biocarburanti.

La macchina è in grado di lavorare fino a 2 tonnellate di materia all’ora con bassi consumi e costi ridotti, senza alcun impatto ambientale.

Si punta a commercializzare questo sistema dapprima in Europa, per trasferire successivamente la tecnologia nei paesi in via di sviluppo dell’Africa. Il prototipo Hyst, presentato lo scorso Giugno a San Giuseppe di Comacchio, è stato sperimentato da alcune aziende agricole italiane con risultati più che soddisfacenti.

I costi dei macchinari sono elevati, si aggirano intorno ai 2-3 milioni di euro ma si stima che siano comunque ammortizzabili nel giro di un anno.

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perpi settembre 13, 2013 alle 12:20 pm

Strano che ci sia sempre un clima forcaiolo e gossiparo tra gli “addetti stampa”. Nessuno si è accorto che il magistrato inquirente è sotto inchiesta; anzi dovrei verificare la notizia che lo stesso magistrato sia stato sollevato dal proprio incarico per colpa grave.Il fascicolo è stato affidato ad altro magistrato; stavolta si spera che sappia fare il suo lavoro.Quando alle sole due prove, mi sembra proprio un’idiozia: solo dai video , effettuati con più macchine si sono provate diverse centinaia di test, ed ogni convenuto ha fatto effettuare porve di laboratorio in proprio, come pure hanno fatto le delegazioni africane, oltre a tedeschi, oandesi e americani ect. Nessuno di loro è tornato indietro per dire è tutto fasullo. Anzi, attendono di avere gli impianti. Hanno solo arretrato sul fare della Magistratura, che in Italia fa paura a tutti, soprattutto per quanti danni può fare e spesso. Senza mai pagare nulla per i gravi errori commessi. La società DDS Usa non è fallita per la tecnologia Manola, ma per altri fatti descritti nel sito della SEC USA alla voce DDS USA con sede a Boca Raton (Miami). Il brevetto non fu mai pagato né tantomeno hanno ricevuto il know-how per la stessa ragione. Questo è il motivo per cui Manola ha potuto riutilizzare il proprio brevetto ed il know-how. A tale proposito non risulta che la DDS o i singoli titolari abbiano mai fatto causa a manola per aver usato un loro presunto brevetto. Quanto ai test: solo l’università del Sacro Cuore di Pavia ha fatturato e incassato per test chimico-fisiche-biologiche almeno qualche milione di €uro nei diverswi anni di sperimentazione. Purtroppo l’ingenuità dell’ing. Manola e l’assoluta mala fede di molti (leggasi Biohyst) ha provocato molte situazioni compromettenti, che niulla hanno a che fare con la bontà della tecnologia. Biohyst ha enfatizzato a proprio scopo il fatto di sfamare il mondo: un’utopia ed una pubblicità per attirare investitori, considerato che loro non hanno mai pagato la tecnologia, come previsto dal contratto, parimenti alla DDS Usa, non ha ricevuto il know-how per costruire gli impianti. Tanto vero che ha avuto bisogno di fare i test su due diversi impianti non di sua proprietà, ma di un’azienda di Ferrara che vi lavorava da ben oltre 10 anni (guadagnando e non poco) e di un’altra azienda di Ghignolo Po. Ad entrambi la Biohyst aveva promesso iuna forte collaborazione. La Biohyst faceva credere a tutti gli interlocutori di essere la titolare degli impianti, è così ha creduto la Magistratura; da qui è scattato ” l’illecito sequestro”. E’ probabile che si sia pensato che i titolari dei due impianti fossero d’accordo con la Biohyst per operare qualche tipo di truffa, ma era solo un problema Biohyst, Il Magistrato ha messo tutti nella rete, poi si vedrà. Questo tipo di azione della Magistratura è notorio. Le indagini spesso fatte alla rinfusa e con gente non all’altezza del delicato compito da assolvere. Non sempre accade, ma spesso sì. Inviterei le persone che non conoscono i fatti ad astenersi dal commentare e giudicare.

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Vito luglio 25, 2013 alle 5:50 pm
Zio Billy gennaio 31, 2012 alle 5:59 am

Ciao,

è ovviamente un parere personale, ma dagli indizi che abbiamo c’è una buona probabilità che non sia una sola truffa. Più d’una.
Il primo dubbio è sicuramente sulla tecnologia derivata dall’industria molitoria. Se fossi la procura di Roma verificherei con più aziende leader, come la http://www.buhlergroup.com/global/en/home.htm ) con cui Manola dice di aver collaborato, la tecnologia, la resa, i consumi energetici.

Perchè non controllate su http://www.epo.org chi è il proprietario e mantiene (€) i brevetti che nello stesso sito BioHyst vengono pubblicizzati.

A suo nome risultano pubblicati presso lo European Patent Office ben 5 brevetti, il primo dei quali risalente al 1984:

EP0128392; A separator device for the separation of the components of edible meals or the like, 1984.
EP0161327; A separator device for the separation of the components of edible meals or the like, 1985.
EP0282950; Micronizing apparatus, 1988.
EP1366829; Micrometric separator for classifying solid particulate materials, 2003.
EP1712286; Apparatus for mechanically processing dried material, 2006.

Perchè la procura di Roma non chiede a Manola a chi, quando e a quanti soldi ha venduto questi brevetti ? (se in italia o svizzera dove stranamente è registrata un’altra biohyst)

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Marcello Veri giugno 19, 2011 alle 11:58 am

Riprendo i commenti precedenti circa i due miseri test in innumerevoli anni di finanziamento della tecnologia e vorrei dare il mio contributo con notizie raccolte nella rete.
Il fondatore dell’associazione Re Maya ora Scienza per l’Amore, Speranza Danilo è in custodia cautelare dallo scorso maggio per presunti abusi sessuali su due minorenni (*). Lo Speranza Danilo aprì la scuola Re Maya negli anni ’80 dove avrebbe assunto nel tempo e nell’ordine i seguenti ruoli: dapprima insegnante di Yoga, poi maestro di Zen ed infine il Settimo Saggio. La reincarnazione di un saggio la cui peculiarità è il metodo opportuno. Per i discepoli dell’associazione, alcuni li definiscono “adepti”, la consuetudine dei comportamenti sarebbe stata (**):
1) “L’hai detto a Danilo??” Nel senso, “ti sei confidato con Danilo ??” In quanto il saggio avrebbe avuto capacità divinatorie e avrebbe potuto con i suoi consigli attenuare il karma di ciascuno associato.
2) “Lo ha detto Danilo !!” Nel senso che su questo tema non occorre discutere perché lo ha detto Danilo e quindi essendo il saggio del metodo opportuno quello che lui ha affermato ha valenza divina !!
3) Il Settimo Saggio agli associati, classificati bodhisattva e budda ai vari livelli, avrebbe nel tempo dato indicazioni su obiettivi sempre più ambiziosi, ultimo dei quali la fame nel mondo.
Sembrerebbe che anche il management di Biohyst dott.sa Costa e dott. Lattanzi e della ricerca e sviluppo ing. Dell’Omo e dott.sa Luciani siano “discepoli” del Settimo Saggio (***). Alcuni ipotizzano che i suddetti operino in completa dipendenza del Settimo Saggio, sarà comunque la magistratura ad appurare il loro ruolo effettivo in tutta questa vicenda. Le notizie fin quì esposte sono comunque avvincenti per spiegare i motivi di un loro presunto comportamento imprudente riguardo i soli due miseri test. Inoltre, confrontate la data nel quale è stata presentata la favolosa tecnologia ai rappresentanti internazionali di enti e paesi (****). Il 16 maggio 2011: ESATTAMENTE un anno dopo l’arresto del presunto GURU.
Bibliografia:
(*)http://archiviostorico.corriere.it/2010/marzo/17/Devo_cambiare_karma_negativo_Violenze_co_9_100317023.shtml
(**) http://joshu.blogattivo.com
(***) http://www.multibase.it/contStd.asp?lang=it&idPag=390
(****) http://www.scienzaperlamore.it/contStd.asp?lang=it&idPag=462

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Guglielmo S. giugno 18, 2011 alle 8:19 am

Caro Franco, non mi ero accorto che le prove effettuate fossero state solo due. Se ciò fosse vero sarebbe una cosa alquanto strana.
L’Associazione Re Maya ora Scienza per l’Amore avrebbe finanziato per tantissimi anni il Manola senza mai effettuare una singola prova sul macchinario per verificare lo sviluppo della tecnologia ??
E in questo periodo di finanziamento all’oscuro dell’Associazione Re Maya ora Scienza per l’Amore il Manola lanciava la medesima tecnologia in america http://www.vegacomputing.com/ddstechusa/index.htm ??
Non voglio esprimere giudizi, ma se fosse vera l’ipotesi di TRUFFA è più semplice essere gabbati se il numero di prove effettuate sono trascurabili. Questa è un fondamento della scienza: ripetere e ripetere più volte l’esperimento per essere sicuri. Se fosse vero che le prove in tutti questi anni le prove effettuate dall’associazione siano state solo due, allora si capisce perché il nome dell’Associazione è cambiato da Re Maya a Scienza….. per l’Amore, perché la vera scienza non si basa sull’amore e sulla fiducia, ma su test costanti e consecutivi.
O c’è qualcosa d’altro ?? Perché correre senza fare numerose verifiche ?? Non sarà per i problemi del loro presidente accusato di presunti abusi sessuali ?? Non voglio crederci, questa ipotesi sarebbe assurda, invitare tutte quelle delegazioni per….. ??

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Franco Casto giugno 17, 2011 alle 8:58 pm

Spero proprio che non sia una TRUFFA. Infatti, con pazienza ho visionato e ascoltato tutto il materiale presente sul sito Biohyst e Scienza per l’Amore, compreso le interviste della presidentessa della Biohyst dott. Alessandra Costa e del dott. Daniele Lattanzi direttore commerciale. Inoltre, mi sono parse esaustive gli interventi del team di Ricerca e Sviluppo Biohyst cioè l’ing. Pier Paolo Dell’Omo e la dott.sa Francesca Luciani. Ascoltando le loro presentazioni si capisce che il team di Ricerca e Sviluppo (lo dice la parola stessa) abbia lavorato fianco a fianco dell’ing. Manola (probabile futuro premio Nobel ??) lavorando sulla macchina anche notti intere e effettuando prove su prove. Altrimenti, se così non fosse e l’ipotesi di TRUFFA fosse confermato tutta questa vicenda assumerebbe una notazione a dir poco assurda. Perché importunare enti internazionali che si occupano della fame del mondo e ambasciate africane se le prove effettuate fossero solo due ?? Questo tipo di comportamento non sarebbe da società seria che abbia un team di Ricerca e Sviluppo degno di questo nome e farebbe nascere spontaneo un sentimento di sospetto. Forse, sotto, sotto c’è qualche cosa di altro ? Attendo fiducioso la magistratura che dipani questa matassa.

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Alfedo giugno 15, 2011 alle 7:25 pm

E’ assurdo. Sembra tutto vero.
Ho verificato il contenuto del sito http://www.vegacomputing.com/ddstechusa/index.htm è sembra proprio una copia di quello della Biohyst solo che è vecchia di quasi 10 anni rispetto a quella della Biohyst.
Ma questi personaggi sono italiani ??
Perché se così fosse chiedo di cambiare la mia nazionalità, amo la fantasia dei nostri connazionali ma questa volta ha raggiunto il limite.
Sfruttare il problema della fame nel mondo per truffare il prossimo è troppo. Basta, cambio nazione vado a vivere da un’altra parte.

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Antonietta giugno 15, 2011 alle 9:25 am

Mio Dio !!
Ma chi sono questi dell’Associazione Scienza per l’Amore ??
Due sono le ipotesi o sono dei terribili creduloni o ipotesi più grave sono dei complici consezienti del Manola.
Come mai non hanno fatto un indagine sullo “scienziato” ??
Io non sono maliziosa, ma in questo caso è impossibile non esserlo.
Sfruttare il terribile problema della fame nel mondo …. !!
Da non credere !!
L’umanità è arrivata così in basso senza una minima coscienza !!

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Laura giugno 13, 2011 alle 10:28 pm

Circola in rete la notizia che lo scorso maggio 2011 la Procura della Repubblica di Roma abbia sequestrato il macchinario del sig. Manola per presunta truffa aggravata. Il Manola avrebbe già presentato nel lontano 2003 attraverso una società americana la DDS Technologies la medesima tecnologia presentata recentemente con la Biohyst. Basta consultare il seguente sito http://www.vegacomputing.com/ddstechusa/index.htm per verificare quanto le notizie tecniche ivi presenti siano molto simili alle notizie mostrate sul sito più recente della Biohyst. La cosa più strana è che la DDS pur avendo a disposizione una tecnologia ipoteticamente funzionante e all’avanguardia sia fallita senza commerciarla. Inoltre, sembra che il Manola non stia collaborando con l’Autorità Giudiziaria per ripetere i test che avrebbe mostrato nel passato in pubblico.
Se fosse accertata la presunta truffa, e io spero che non lo sia, la cosa che più indigna e che qualcuno abbia avuto il coraggio di sfruttare i bisogni del popolo africano per farsi pubblicità allo scopo di compiere e proporre atti presumibilmente illeciti.

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