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Ilva di Taranto: fabbrica di lavoro o di disastri ambientali?

Ilva di Taranto: fabbrica di lavoro o di disastri ambientali?

Leggo su repubblica edizione di Bari un articolo di Giuliano Foschini dove viene riportato che il gip Patrizia Todisco ha nominato quattro periti per verificare quanto contenuto nelle denunce pervenute  dal Comune stesso di Taranto, dall’Arpa e da una pletora di associazioni ambientaliste.

Ilva di Taranto: fabbrica di lavoro o di disastri ambientali?

Le accuse sono mosse all’Ilva dal procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio,  ma di cosa si tratta? si parla di una sfilza infinita di disastri ambientali, se saranno provati, ovviamente: si va dal disastro doloso, all’avvelenamento di sostanze alimentari, al “getto e sversamento pericoloso di cose”, tralasciando una sequenza di reati sugli infortuni del lavoro.

Il tema è molto serio come potete capire, a Taranto vivono di Ilva circa 13.000 famiglie e i periti dovranno stabilire se “si diffondano gas, vapori, sostanze aeriformi e solide (polveri), contenenti sostanze pericolose per la salute dei lavoratori e per la popolazione del vicino centro abitato di Taranto”

In sostanza i periti dovranno chiarire se l’Ilva è compatibile o no con la vita della città ed eventualmente dare la motivazioni al Tribunale per decidere se chiudere lo stabilimento, con tutte le conseguenze occupazionali del caso.

Seguiremo le novità di questo delicatissimo tema quando arriveranno, qualcuno di voi è a Taranto e può fornirci delle testimonianze in merito? potete farlo scrivendoci a economygreen@gmail.com

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